Brexit: Johnson dalla Scozia "tende una mano" a Bruxelles

Brexit: Johnson dalla Scozia

Lo ha detto un portavoce della Commissione Ue dopo che il premier britannico si è detto, appunto, "pronto a tendere la mano" all'Ue e a fare "migliaia di miglia di sforzi supplementari" per un nuovo accordo Brexit.

Boris Johnson è il nuovo Primo ministro del Regno Unito. Se si dovesse verificare questa ipotesi, l'immediata reazione sarà probabilmente negativa andando a creare un buon punto di entrata per i più coraggiosi. Anche senza un accordo, qualora le Istituzioni europee continuassero a non voler riaprire i negoziati (già conclusi dalla May ma naufragati in parlamento). La valuta britannica, che ieri è arrivata a quotare 1,09 euro, mentre il cambio con il dollaro americano ha toccato 1,2121, ai minimi da due anni, sconta la paura di un divorzio Londra-Bruxelles senza accordo, alla luce delle tensioni crescenti tra Bruxelles e Londra. "C'è ampio margine per un'intesa nuova e migliore" - ha affermato il primo ministro inglese - aprendo di fatto al dialogo con l'UE che risponde immediatamente.

Johnson, che ha anche visitato la base navale di Faslane, è stato deriso dai manifestanti mentre camminava verso la porta d'ingresso di Bute House, la residenza ufficiale di Nicola Sturgeon a Edimburgo. "Boris Johnson ha formato un Governo di falchi con l'unico obiettivo di portare la Scozia e il Regno Unito fuori dall'Unione Europea senza un accordo". Infatti il No alla separazione dal Regno Unito aveva vinto con il 55% dei voti nel referendum del 2014, ma secondo l'Snp l'opinione degli scozzesi è cambiata con Brexit e il desiderio di indipendenza da Londra sarà immensamente rafforzato da un "no deal". Johnson dice poi di non vedere "alcuna ragione" per un secondo referendum sulla secessione scozzese.