Al Sud più emigrati che immigrati (Rapporto Svimez)

Al Sud più emigrati che immigrati (Rapporto Svimez)

"Questi numeri - spiega l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno - dimostrano che l'emergenza emigrazione del Sud determina una perdita di popolazione, soprattutto giovanile, e qualificata, solo parzialmente compensata da flussi di immigrati, modesti nel numero e caratterizzati da basse competenze". Al Sud il problema sembra essere esattamente opposto, col saldo migratorio interno in grande crescita. Si legge infatti nel rapporto che i segnali di rallentamento apparsi in Europa nella prima metà del 2018 "hanno ridotto le prospettive di crescita dell'intera area, tuttavia l'Italia subisce un rallentamento che riallarga la forbice rispetto alla media europea". Dal Rapporto Svimez emerge che questi ultimi "66.557 sono giovani (50,4%, di cui il 33% laureati)". Senza trascurare che in un Sud già distante dal resto d'Italia quanto a pil pro-capite, privilegiare le imposte indirette, cioè indipendenti dal reddito, si tradurrebbe in una ancora più marcata ingiustizia. Il saldo migratorio interno, al netto dei rientri, risulta dunque "negativo per 852 mila unità - prosegue Svimez - Nel 2017 sono andati via 132 mila meridionali, con un saldo negativo di circa 70 mila unità". E se cresce il divario tra Italia meridionale e settentrionale si amplia anche quello tra Nord e resto dell'Europa, in un'Italia che è l'unico paese Ue, Grecia a parte, a non avere ancora recuperato i livelli pre crisi. Lo afferma il direttore SVIMEZ Luca Bianchi, che oggi con il presidente, Adriano Giannola, ha presentato le #Anticipazioni del #RapportoSVIMEZ2019 "L'economia e la società del Mezzogiorno", "Esiste un "doppio divario": dell'Italia rispetto all'Unione Europea e del Sud rispetto al Centro-Nord".

Dal 2002 al 2017 sono emigrati oltre 2 milioni di meridionali, ed il dato è sottostimato dato che la Svimez registra solo i cambi di residenza mentre molti giovani meridionali mantengono per molti anni la residenza nel Mezzogiorno pur studiando o lavorando nel Centro-Nord. Al Centro-Nord dovrebbe crescere poco, di appena lo +0,3%. E un'economia che torna a vedere lo spettro della recessione, con il gap di lavoro rispetto ad altre aree del Paese che torna ad aumentare. Secondo lo Svimez, nel 2019 "l'Italia farà registrare una sostanziale stagnazione, con incremento lievissimo del Pil del +0,1%. Nel Centro-Nord il 54,8% delle scuole non ha il certificato di agibilità, a fronte del 71,6 nel Sud, con divari di venti punti a favore del Nord per le scuole con spazi mensa". In ogni caso, sottolinea il report, anche il gap occupazionale fra Nord e Sud è sempre più ampio: "Il gap occupazionale del Sud rispetto al Centro-Nord nel 2018 è stato pari a 2 milioni 918mila persone, al netto delle forze armate", una situazione in peggioramento dalla seconda metà dell'anno.

Il tasso di disoccupazione, secondo i dati 2017, si attesta all'11,7 per cento, di cui maschi 9,2 % e femmine 15,3%.