Addio Toni Morrison. Poesia e rabbia contro il razzismo

Addio Toni Morrison. Poesia e rabbia contro il razzismo

Scrittrice dalla parte delle donne, e soprattutto delle donne di colore, di cui svelava il punto di vista con il suo stile inconfondibile, e una delle autrici più importanti della letteratura americana del '900, è morta in un ospedale di New York, la città che tanti anni fa la accolse rendendola famosa.

Si tratta della storia di una madre che decide di uccidere la figlia per non farle subire l'orrore della schiavitù. Nel 1970 pubblica il suo primo romanzo, "The Bluest Eye", frutto degli studi di Letteratura inglese all'Università. Nel '90, un altro riconoscimento: il premio internazionale Chianti Ruffino Antico Fattore; un'ascesa culminata nel 1993, fatidico anno del premio Nobel per la Letteratura.

"L'amore non è mai migliore di chi ama".

È stata la prima donna afroamericana a vincere un Premio Nobel per la letteratura, grazie a opere come Amatissima, L'occhio più azzurro, Jazz e Canto di Salomone. Un giudizio molto duro ma comprensibile per una scrittrice che ha dedicato tutta la sua vita e la sua opera per sconfiggere pregiudizi e leggi razziali. Fra i banchi di scuola, ha scrutato i volti di una nuova generazione, eterogenea ma anche ambiziosa di lasciare un segno e cambiare le cose.

La scrittrice negli anni è stata anche attiva politicamente. La causa della morte è al momento sconosciuta: la famiglia ha voluto far sapere che "sebbene la sua scomparsa sia tremenda, siamo grati che lei abbia avuto una vita ben vissuta". O almeno provarci. E se non lo fai, se non hai almeno un minimo di dialogo col passato, non puoi capire il senso del presente. Parafrasando lo scrittore Carlo Levi, Toni Morrison è riuscita nell'impresa di tradurre il male in un dolore profondamente terrestre.