Visco: "Economia italiana ristagna"

Visco:

Lo afferma Visco, che ricorda che nella proiezione centrale riportata dal Bollettino la crescita del Pil è pari allo 0,1% nel 2019.

(Teleborsa) - L'economia italiana ristagna con una crescita del PIL italiano stimata allo 0,1% nel 2019 e a poco meno dell'1 nella media del biennio successivo. "E a questi rischi se ne aggiungono altri": nel suo discorso all'Assemblea annuale dell'Abi il governatore della Banca d'Italia Vincenzo Visco interviene in tema di criptovalute.

A pesare sull'economia italiana sono infatti i "rischi connessi con gli sviluppi internazionali e con la domanda interna", ma anche "le incertezze sulla politica di bilancio, dissipate per l'anno in corso ma ancora vive per il successivo" e questo nonostante il mancato avvio della procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea. "E' importante - ha aggiunto Visco - mantenere aperto il dialogo con tutte le parti interessate e intervenire prontamente affinchè sia rispettato il principio secondo cui alle stesse attività devono essere applicati gli stessi presidi regolamentari a prescindere dal soggetto che le svolge, vengano soddisfatti gli standard di sicurezza necessari per il buon funzionamento delle transazioni finanziarie e si operi per assicurare la fiducia dei risparmiatori e la prevenzione degli abusi". Tuttavia, sottolinea Visco, "per consolidare questi risultati e ridurre ulteriormente il costo del debito pubblico l'orientamento prudente della politica di bilancio andrà confermato in un quadro di più lungo periodo".

All'Italia serve "un piano organico, chiaro e coerente di misure e riforme orientate a favorire investimenti e crescita delle aziende, soprattutto di quelle innovative, che deve accompagnare una strategia credibile per la riduzione del peso del debito pubblico", ha poi sottolineato Visco osservando che "i mercati hanno risposto positivamente alle recenti decisioni del Governo italiano e della Commissione europea; è la dimostrazione che è possibile innescare un circolo virtuoso tra politica di bilancio e condizioni finanziarie dal quale può derivare un impulso forte e duraturo all'attività economica". "Ma non è possibile sempre riuscire a limitare i costosi effetti dello spread", conclude.

Rispetto alla Spagna, che come l'Italia ha fortemente risentito della crisi dei debiti sovrani, il differenziale di rendimento è di oltre 120 punti; era attorno a mezzo punto percentuale nell'aprile dello scorso anno.