Ursula Von Der Leyen è la prima presidente donna della Commissione europea

Ursula Von Der Leyen è la prima presidente donna della Commissione europea

In mattinata Von Der Leyen aveva esposto in un lungo discorso i suoi obiettivi. Non solo perché ha strappato l'approvazione del Parlamento europeo per appena nove voti, con il determinante appoggio del Movimento 5 stelle (quelli del cambiamento che sferzavano il Ppe), non solo perché è stata scelta con "una poco trasparente manovra di palazzo" (Corriere), ma anche perché dalle priorità indicate, e da come le ha esposte, si deduce una "sostanziale assuefazione allo status quo" che "non riavvicina l'Europa ai cittadini" (ancora Corriere). La Weltwoche, settimanale critico nei confronti di un avvicinamento all'Ue, non esita a parlare di Ursula von der Leyen e delle altre persone designate ai vertici dell'Ue come di un gruppo di "Euro-Turbo" ai cui confronti l'uscente Jean-Claude Juncker appare un euroscettico. Reddito minimo, garanzia europea per i bambini, oltre a quella per i giovani, strategia per l'uguaglianza di genere sono alcune delle parole chiave. Nel frattempo, nel 1977, Ursula si iscrive alla facoltà di economia a Gottinga. Sposata, con una laurea in medicina e madre di sette figli.

Prima di metà settembre la presidente incaricata Ursula von der Leyen dovrà assegnare i portafogli ai singoli candidati.

Nonostante la tradizione politica della famiglia paterna, Ursula inizia la propria carriera politica relativamente tardi, a 43 anni. Come ministro della Difesa ha supervisionato il ritiro delle truppe tedesche dalla missione in Afghanistan, si è opposta alla cessione di armi all'Ucraina dopo l'annessione della Crimea e ha approvato diversi piani per aumentare la spesa militare tedesca e portare il numero di soldati della Bundeswehr a quasi 200.000 unità. Ma alla fine queste rassicurazioni non sono arrivate: von der Leyen sembrerebbe voler optare per la la danese Margrethe Vestager, che già occupa la carica. Da mesi ormai i noeuro vengono trollati con abbondanza di supercazzole dai leghisti che gli spiegano che sì, bisogna uscire dall'euro ma senza dirlo perché sennò i mercati cattivi ci assalgono: è l'uscita dall'euro di Schroedinger che, sicuramente, con ragionamenti di alta politica, sarebbe avvenuta tramite il voto leghista a Von der Leyen. "Ci aspettiamo che i temi di cui oggi ha parlato davanti all'aula saranno approfonditi e seguiti anche dai componenti del suo collegio durante le audizioni presso le commissioni competenti". Di quest'anno, invece, una polemica sui consulenti del ministero della Difesa. Il parlamento tedesco ha istituito una commissione di inchiesta su quanto accaduto all'interno del ministero. "Ringrazio tutti i membri del parlamento europeo che hanno deciso di votare per me, ma il mio messaggio è lavoriamo insieme in modo costruttivo", ha aggiunto. Ha dichiarato il suo sostegno a un "nuovo patto sulla migrazione e l'asilo" e alla riforma del regolamento di Dublino, aggiungendo che intende garantire che FRONTEX sia dotato di 10.000 guardie di frontiera entro il 2024 e non entro il 2027, e che tutti i paesi si debbano far carico della loro parte equa di oneri basata sul principio di solidarietà europea. Ad annunciarlo è stato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. 327 i contrari. Un margine non ampio ma sufficiente.