Turchia: prosegue la consegna dei missili russi S-400

Turchia: prosegue la consegna dei missili russi S-400

Per quasi due anni gli Stati Uniti, alleati della Turchia in ambito Nato, hanno cercato di convincere Ankara a rinunciare agli S- 400 russi.

Così, fra le ire degli Usa che hanno tentato in tutti i modi di mandare all'aria il piano arrivando prima a proporre i propri Patriot e poi a bloccare la vendita di 100 F35-A e F-35 B, il presidente turco Recep Tayyp Erdogan ha deciso di arrivare fino in fondo spendendo, come aveva a suo tempo spiegato l'ad di Rosoboronexport, Alexander Mikheyev, "2,5 miliardi di dollari, di cui il 45% del totale versato come anticipo dalla Turchia, mentre il 55% finanziato con prestiti russi". Ora, però, il tutto si gioca sul mantenimento della parola: il segretario della Difesa americana, Mark Esper, aveva detto chiaramente che se la Turchia avesse accettato la consegna dell'S-400, non avrebbero più ricevuto gli F-35. "La consegna del primo gruppo di equipaggiamenti del sistema S-400 alla base aerea di Murted ad Ankara è cominciata con successo", scrive in una nota la Difesa. Non è chiaro dove verrà schierato il sistema nè se sarà operativo. È il primo acquisto di armi da parte di un Paese Nato da un Paese al di fuori dell'Alleanza, la Russia. Dopo mesi di braccio di ferro con Trump che hanno minacciato sanzioni.

La Turchia ha ripetutamente rifiutato di fare marcia indietro con la Russia, nonostante le minacce degli Stati Uniti.

Mevlut Cavusoglu, ministro degli esteri turco: Siamo in corso di acquisizione degli S-400 e ci occupiamo del coordinamento in termini di protocolli di volo e addestramento del personale.

Un esemplare di sistema missilistico di difesa anti-aerea S-400 di quarta generazione, sviluppato da Mosca e in grado di controllare efficacemente lo spazio aereo, con un raggio d'azione di 250 km. Finora la Turchia ha sempre detto che i suoi acquisti nel settore della difesa sono una questione di sovranità nazionale. Dal fallito colpo di Stato del 2016, con la svolta autoritaria di Erdogan, i rapporti diplomatici con Nato, Usa e Ue hanno cominciato a deteriorarsi.