Tav, Conte pronto a dire "sì", venerdì il verdetto. Caos nel M5s

Tav, Conte pronto a dire

"Compito adesso di Rete ferroviaria italiana è di intervenire prima possibile come mi pare stia facendo, per far sì che questi immani disagi possano essere risolti - ha proseguito - ovviamente quando avremo tutte le informazioni potrò rispondere, ma chi oggi pretende che il ministro vada a riferire, deve prima cercare di chiedere al ministro dell'Interno chi sono i responsabili di questi atti dolosi che non sono accettabili" rispondendo a chi, come il responsabile infrastrutture del Pd Roberto Morassut chiedeva "che il Ministro Toninelli, di "riferire in Parlamento su quanto sta accadendo oggi al sistema della mobilità ferroviaria nazionale". E' notizia degli ultimi minuti: sembra che siamo vicini a un accordo. Norma che su la Repubblica l'ingegner Coppola spiega consistere nell'obbligo per i dipendenti pubblici "di astenersi "da dichiarazioni pubbliche offensive nei confronti dell'amministrazione, dei propri superiori gerarchici e degli organi di governo" per poi aggiungere che "il dipendente e i lavoratori non rilasciano dichiarazioni pubbliche o altre forme di esternazione in qualità di rappresentanti dell'amministrazione a meno che non siano stati espressamente autorizzati". Gli altri esperti nella commissione erano Marco Ponti, alla guida dei lavori, Paolo Beria, Alfredo Drufuca, Riccardo Parolin e Francesco Ramella. Cosicché da quel momento non ha più partecipato alle riunioni perché non invitato. "Non capisco perché vengo mandato via proprio adesso".

E Toninelli che fa? Noi siamo tecnici, non politici. "Non ha senso finire in polemica". Ci sono tantissime opere da sbloccare. E' giustissimo esprimere opinioni dissenzienti rispetto a un'opera che, secondo un'analisi costi e benefici ha più costi che benefici, e qualsiasi azione di violenza è da condannare. Ho consegnato il mio dossier alla struttura del Mit e a Toninelli. Il suo contratto da consulente sarebbe dovuto terminare "con la fine della legislatura". "Ogni tanto qualche no è sacrosanto", replica Toninelli, che aggiunge: "Dire che io sono il ministro dei blocchi stradali è come dire che Salvini è un ministro che non blocca le Ong".