Sicurezza: Salvini, 'vittoria su tutta la linea'

Sicurezza: Salvini, 'vittoria su tutta la linea'

Salvini è andato in Israele è ha allineato le sue posizioni su quelle dello stato ebraico come mai aveva fatto un ministro della repubblica italiana, mettendo persino a rischio i soldati italiani in Libano con le sue dichiarazioni contro Hezbollah.

Tra gli altri componenti dell'entourage - nove in tutto, compreso Salvini - ci sono eurodeputati come Claudio D'Amico, il presidente di Lega Nord a Milano Paolo Grimoldi, un fotografo del Corriere della Sera, il giornalista e autore dell'intervista Eliseo Bertolazo e, infine, vari rappresentanti dell'Associazione Lombardia-Russia tra cui anche Gianluca Savoini, allora vice presidente della stessa. È il commento di Matteo Salvini su Facebook, dopo che tutti gli emendamenti al dl Sicurezza bis su Polizia e Vigili del Fuoco, che erano stati dichiarati inammissibili alla Camera, sono stati riammessi.

Indagini sono in corso su diversi aspetti della vicenda anche per capire se le operazioni di cui si parla siano andate in porto. Nelle fotografie del viaggio avvenuto lo scorso luglio, Savoini è però presente nella delegazione ministeriale, durante un incontro formale al ministero dell'Interno russo con l'omologo di Salvini. Che dire? La confusione sotto il cielo politico romano continua ad essere tanta, ma l'impressione è che questo governo continua al momento a non avere alternative né politiche né extra politiche o tecniche. "Chiedetelo a lui. Io faccio il ministro dell'Interno, preferisco occuparmi di cose serie, questa inchiesta è ridicola". Ho la coscienza a posto. Possiamo pure ricordare che la Lega, nel frattempo, cercava di far passare all'interno del decreto "Spazzacorrotti" un emendamento che permettesse ai partiti o ad associazioni e fondazioni ad essi legate di ricevere finanziamenti esteri. Il ruolo di Savoini nella vicenda? Questo clima di odio, si aggiunge a tantissimi attacchi al leader leghista e oltre cento minacce di morte.

A Milano, intanto, si arricchisce di nuovi elementi il fascicolo aperto dai pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro con il coordinamento dell'aggiunto Fabio De Pasquale sulla scorta delle notizie rivelate a febbraio dall'Espresso.