Salvini: "Savoini indagato? C'è bisogno di una riforma della giustizia"

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Di tutto si può discutere, ma non che l'audio non sia vero, che l'incontro ci sia realmente stato e che si siano dette esattamente le cose che sono state scritte. Ma al di là degli eventuali risvolti penali, l'episodio è sintomatico del fatto che i giochi geopolitici hanno sempre un peso maggiore rispetto alle beghe di cortile.

Dall'altra parte Gianluca Savoini - che in passato aveva negato di aver preso parte all'incontro all'hotel Metropol - ha detto che quella voce non è sua. Che oltre a combattere contro le sanzioni imposte dagli Usa e dall'Unione Europea, ha ovviamente tutto l'interesse a indebolire, se non a disgregare, l'Unione in vista di una maggiore polarizzazione con l'America da un lato e Cina e Russia dall'altro. Ma la cosa dei fondi della Russia è ridicola perché non esiste. Questo tirato a Salvini e ai suoi incauti amici è un trappolone, sì.

"Gli i hacker russi che controllano le elezioni?". Ne abbiamo avuto un fugace esempio alcune settimane fa con la firma del protocollo sulla 'via della seta', con la Cina a fare da partner coi soldi e gli americani preoccupati di uno spostamento degli equilibri di cui sopra. "Io faccio il ministro dell'Interno e sono minacciato di morte continuamente, e lei questo non me lo chiederà".

Le rassicurazioni di Giorgetti e Salvini alla Casa Bianca - dove la Lega di governo ha esplicitato la garanzia di permanenza sotto l'ombrello americano - ha avuto l'ovvia conseguenza di indispettire Putin. Il sito Dagospia, in proposito, ha riportato diverse indiscrezioni sulla recente visita del presidente russo a Roma. Salvini viene descritto dai russi come "il Trump europeo". "Non esiste un capo dei servizi segreti che venga nominato senza l'ok della CIA, così come non esiste un ambasciatore italiano in Israele che venga scelto senza il placet della comunità ebraica italiana". Intanto per come se la gioca BuzzFeed. "Stiamo facendo accertamenti per capire se ci siano reati o meno", ha detto il procuratore di Milano Francesco Greco ai cronisti in relazione all'indagine aperta sui presunti fondi russi alla Lega.

Antonello Caporale, sul Fatto quotidiano, ripercorrendo i grandi eventi che hanno segnato la vita del Metropol (dai grandi leader comunisti sovietici a Mao, tutti ci sono passati) ricorda sibillino il avvertimento alle cameriere della inserviente che "sorvegliava" le piante in vaso lungo la lussuosa hall: "Non annaffiate i fiori altrimenti i microfoni si rovinano". Dinnanzi agli eventi e con la finestra elettorale che sta per chiudersi, deve impostare al più presto una nuova linea. E qualcuno si chiede se Salvini non stia tenendo su il governo invece di andare al voto e monetizzare il 40% di cui è accreditato proprio in quanto sotto ricatto. Sono fiducioso, spero che lo capiscano. E soprattutto non è facile instaurare un certo tipo di rapporti senza perdere la propria sbandierata sovranità. I sovranisti si fanno pagare da potenze straniere?