[Rumor] Stranger Things potrebbe concludersi con la quarta stagione

[Rumor] Stranger Things potrebbe concludersi con la quarta stagione

Il primo riguarda la scansione narrativa calata in un contesto di genere, il secondo riguarda l'impianto allegorico.

La serie tv cult è disponibile dal 4 luglio.

Una quarta stagione di Stranger Things? Il grande gruppo di amici, genitori, conoscenti e fidanzati si disunisce: ciascuno percorre una strada che lo porterà alla sfida finale, quella sì da affrontare compatti e uniti.

La canzone era già stata utilizzata durante la prima stagione della serie, quando le autorità ritrovano il presunto corpo di Will, rendendosi conto poi che non si trattava di quello del piccolo Byers.

Avete già visto la terza stagione di Stranger Things? Con Stranger Thing 3 gli spettatori faranno un tuffo nel 1985 a Hawkins, in Indiana.

Inoltre nella scena post crediti dell'ultima puntata della terza stagione, vediamo i russi riferirsi ad un personaggio che non ci viene mostrato chiamandolo "l'americano".

Prevedibile? Sì. Schizofrenico? Un pochino.

Stranger Things, di fatto, ha quasi raggiunto la stessa cifra in un decimo del tempo.

Partiamo dalle suggestioni: gli anni Ottanta.

A incidere ulteriormente, sull'efficacia della storia, è proprio il fatto che il prodotto sia stato sviluppato in modo compatto e conforme per una fruizione "quasi immediata". A mio parere con successo. I personaggi, le loro sincere difficoltà nel posizionarsi all'interno di una vita caotica e incomprensibile, sono al centro di Stranger Things. L'orrore e il soprannaturale sono quasi un accessorio che permette loro di risolvere i rispettivi conflitti interni.

La motivazione è presto spiegata, gli attori stanno crescendo e non vogliono arrivare al punto tale che l'ultima stagione venga snaturata. A ciò si aggiunge la presenza di un nemico straniero, la Russia, che fin dai primissimi minuti si presenta come spietato e determinato a raggiungere l'obiettivo.

Insomma, un calderone composto da elementi semplici ma messi bene insieme, che piace proprio in virtù della sua genuinità.

Quando colleghi eventi reali a un'opera di finzione, devi fare attenzione e avere rispetto.

I dialoghi aprono a nuove strade e in generale, la credibilità narrativa è magistralmente rispettata dalla coerenza rispetto agli avvenimenti che hanno solcato il terreno della cittadina americana. Nella sua recensione di Stranger Things 3, l'autore ha definito lo sceriffo di Hawkins uno "stereotipo", ritenendo sbagliata la scelta di "ricreare il padre delle sitcom degli anni '80, esattamente come era negli anni '80". Stranger Things ora non porta in scena solo la lotta contro i mostri provenienti dal Sottosopra, ma anche contro i demoni che albergano in ognuno dei personaggio.