Rapporto OMS "Epidemia globale di tabacco 2019" tocca anche quelle elettroniche

Rapporto OMS

Le sigarette elettroniche sono state bocciate dall'OMS.

Il rapporto entra nel dettaglio anche dei numeri delle persone che cercano di smettere di fumare. Inoltre, molti fattori incideranno sul rischio relativo associato al loro uso.

Secondo l'organizzazione, inoltre, "ad oggi, il potenziale delle e-cig di giocare un ruolo in qualità di intervento per far cessare il consumo di tabacco nella popolazione, non è chiaro".

Insomma, se pensavate di iniziare a fumare sigarette elettroniche ritenendole innocue, l'Oms vi avverte, il rischio esiste e non è affatto trascurabile! Ed ancora: "I Paesi dovrebbero considerare l'introduzione di misure per obbligare le aziende manifatturiere a rendere i prodotti non attrattivi per i giovani al fine di scoraggiarne l'utilizzo, come ad esempio confezioni bianche". Questa la netta conclusione a cui è arrivata l'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha definito le e-cig "indubbiamente dannose" e ne ha proposto la regolamentazione in basi a tali presupposti. Cosa non positiva considerato che ogni anno, nel mondo, 8 milioni di persone muoiono proprio a causa di questa cattiva abitudine. Per questo gli esperti raccomandano una regolamentazione chiara di questi tipi di prodotti da fumo. Secondo le stime i fumatori nel mondo sono un miliardo e 400 milioni, quasi tutti uomini.

Senza addentrarci oltremodo in aspetti giuridici, possiamo sottolineare che negli scorsi anni la legislazione italiana ha posto diversi "paletti" al settore, i quali non hanno di certo contribuito alla sua crescita: sono state soprattutto le elevate imposte e le limitazioni commerciali a contenere il pur evidente boom che ha riguardato le sigarette elettroniche. Il rapporto, finanziato da Bloomberg Philanthropies, ha dimostrato che, mentre solo 23 paesi hanno attuato politiche di sostegno alla cessazione del tabagismo al massimo livello, altri 116 forniscono servizi a copertura totale o parziale dei costi in alcune o la maggior parte delle strutture sanitarie, e altri 32 offrono servizi ma non coprono i costi, dimostrando un alto livello di domanda pubblica di sostegno per smettere.

Il numero di giovani che fanno uso di sigarette elettroniche è infatti, in costante aumento.