Nomine Ue, ancora niente accordo. Paesi divisi su Timmermans

Nomine Ue, ancora niente accordo. Paesi divisi su Timmermans

E il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk scrive su Instagram: "Ci siamo quasi." pubblicando le foto degli incontri bilaterali che ha avuto con tutti i leader europei: "Anche pochi minuti per leader possono prendere un po' di tempo!", spiega sui social. Da qui a novembre verranno rinnovati il presidente della Commissione (cioè il governo dell'UE), del Consiglio Europeo, da non confondersi col Consiglio dell'Unione Europea, del Parlamento e della Banca Centrale. "Ma ho anche dichiarato che per me non c'è solo il criterio dello Spitzenkandidat".

Ma i principali autori del compromesso della vigilia, cioè la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, hanno inoltre sottovalutato l'ostilità di alcuni leader dei Popolari, sia in Consiglio sia nel Parlamento Europeo (che deve ratificare la nomina del presidente della Commissione Europea). Il timore del premier è che l'Italia resti pericolosamente fuori dai giochi.

Quanto alle possibili candidatura alternative, che l'Italia e gli altri paesi potrebbero appoggiare, "stanno circolando dei nomi; ma non mi fate fare nomi - ha concluso Conte rivolto ai giornalisti - perché siamo in una situazione molto fluida". Dell'opposizione del nostro Paese ha parlato lo stesso premier Giuseppe Conte, spiegando che "il pacchetto precostituito di Osaka mi ha lasciato molto perplesso insieme a dieci-undici Paesi" e che, per questo, "abbiamo opposto un'obiezione". L'Europa appare però spaccata trasversalmente con i Paesi del Nordovest, contrapposti a quelli del Sudest. Come se non bastasse poi, contro la proposta arrivata dall'asse franco-tedesco (il cosiddetto accordo di Osaka deciso in realtà a tre con l'Olanda, che si sarebbe assicurata la presidenza della Commissione) si sono schierati Bulgaria, Croazia, Ungheria, Irlanda, Polonia, Romania e altri Paesi non governati dai Popolari, come l'Italia. "No, adesso rientriamo. Ritorniamo in riunione, vediamo", conclude. "Se l'Italia non partecipa alle decisioni l'offesa non è al premier ma ai milioni di cittadini che hanno votato come tutti e hanno diritto a essere rappresentati".

"Dobbiamo tenere conto - continua Conte - che stiamo scegliendo un presidente che dovrà guidare l'Europa per i prossimi cinque anni con una grande strategia e visione e quindi dobbiamo cercare di mantenerci flessibili nella scelta del candidato più giusto e che sicuramente raccolga il più ampio consenso". Non c'è un accordo di Osaka.