Migranti, Salvini: ''Chiusura Cara di Mineo promessa mantenuta''

Migranti, Salvini: ''Chiusura Cara di Mineo promessa mantenuta''

Tra i presenti anche il questore Mario Della Cioppa, il direttore centrale del servizio polizia stradale, Armando Forgione, e i sindaci di Catania, Salvo Pogliese, e di Caltagirone, Gino Ippolo.

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è arrivato al Cara di Mineo, struttura che, ha confermato da Caltagirone, chiuderà. "Questa torna ad essere una parte di Sicilia e dell'Italia, dove le arance valgono perché sono arance e non perché vengono rubate dal primo balordo che esce dal Cara".

"Alcune indagini hanno portato alla luce fattispecie evidenti di mafie non solo italiane, ma anche nigeriane che dal Cara di Mineo si sono allargate come potenza operativa dello spaccio su tutto il territorio". "Ho visto i dati sui reati a Catania e in provincia - ha aggiunto - ci sono segnali positivi: calano i furti in abitazione e le rapine". Due i presidi a Caltagirone: alle 9 davanti al Commissariato di polizia, su iniziativa del Movimento cristiano lavoratori di Caltagirone e Mineo e alle 9,30, nei pressi della rotatoria di via Santa Maria di Gesù, quello organizzato dal Comitato Diritti umani di Caltagirone.

Il gruppo ha protestato utilizzato fischietti ed esposto uno striscione con la scritta "Lasciati in mutande".

"Senza forme di sostegno ampie e concrete a vantaggio del territorio, il rischio è di lasciarsi dietro una ancor più profonda depressione socio-economica". "Il ministro dell'Interno - conclude il deputato forzista - deve porsi il problema di scongiurare una smobilitazione che lasci dietro di sé solo il deserto".

Inoltre a Caltagirone sono stati esposti cartelli e lenzuola con diverse scritte.

Infine, il Vice Premier Salvini ha detto: "Sul Cara siamo passati dalle parole ai fatti. Se pensa che io sia così brutto e cattivo, fossi in lui mi dimetterei e farei altro, ci sono delle Ong che lo aspettano", dice Salvini in conferenza stampa al Cara di Mineo. La sua apertura ha creato contrasti sul territorio tra chi sosteneva che la sua presenza era occasione, oltre che di integrazione, di sviluppo e occupazione e chi, invece, ne ha sempre chiesto la chiusura per motivi di sicurezza del territorio.