La Francia approva la tassa sui giganti del web: scontro con Trump

La Francia approva la tassa sui giganti del web: scontro con Trump

Nonostante le minacce di ritorsione da parte degli Stati Uniti, segnatamente da parte dell'"amministrazione Trump", la Francia ha appena approvato l'applicazione di una tassa sui servizi digitali. Nel mirino, innanzi tutto, i colossi d'Oltreoceano che in Francia ottengono ricavi superiori ai 25 milioni di euro. Parigi propone una digital tax del 3% che farebbe entrare nelle casse dello Stato francese almeno 750 milioni di euro (845 milioni di dollari). Al centro del provvedimento ci sono circa 30 società, per lo più gruppi statunitensi come Alphabet, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft ma anche realtà cinesi, tedesche, spagnole e britanniche.

"Il Presidente ha ordinato di esaminare gli effetti di questa legislazione e determinare se sia discriminatoria o irragionevole e se costituisca un onere o una restrizione al commercio degli Stati Uniti".

La decisione è una risposta a quelli che il governo francese, ma non solo, considera dei metodi per aggirare il fisco da parte delle grandi aziende digitali: queste aziende spesso pagano la gran parte delle tasse nei luoghi in cui non hanno una forte presenza stabile ma solo in quelli in cui risiedono legalmente, scelti perché fiscalmente più convenienti, mentre offrono i loro servizi dappertutto. La Francia, a questo punto, sembra isolata rispetto agli altri Stati membri dell'Unione avendo imboccato una strada mai battuta in precedenza.