Israele: terapia per i gay, fa discutere la proposta del ministro dell'Educazione

Israele: terapia per i gay, fa discutere la proposta del ministro dell'Educazione

Segretrario del partito nazional-religioso La Casa ebraica (HaBayit HaYehudi), Rafi Peretz è stato rabbino capo dell'esercito israeliano dal 2010 al 2016.

"Le dichiarazioni di Peretz sulla comunità Lgbt sono inaccettabili e non riflettono l'orientamento del governo - ha detto isu Twitter - ho parlato con il rabbino Rafi Peretz, che ha chiarito le sue dichiarazioni e sottolineato che il sistema educativo israeliano continuerà ad accogliere tutti i bambini e le bambine d'Israele, senza tener conto dell'orientamento sessuale". "Posso dire di avere una profonda conoscenza dell'educazione e l'ho fatto anch'io".

Secco il commento del ministro della Giustizia Israeliano, Amir Ohana, primo ministro dichiaratamente omosessuale: "L'orientamento sessuale non è oggetto di cure o trattamenti, molto più utili a curare ignoranza e pregiudizi". Peretz ha detto di aver lavorato con uno studente che gli aveva confessato di essere gay e di aver tentato di aiutarlo a "capire se stesso bene e a decidere da solo".

"La terapia di conversione è una cosa pericolosa che porta i giovani a situazioni difficili, al punto di (avere) pensieri suicidi", ha spiegato Horowitz.

Da parte sua il premier Benjamin Netanyahu ha oggi nominato un nuovo consigliere per la stampa estera: si tratta di Evan Gary Cohen il quale, ha precisato il premier, "è stato il fondatore della cellula gay nel Likud".