Iran: la Ue chiede a Teheran di fare un passo indietro sull'uranio

Iran: la Ue chiede a Teheran di fare un passo indietro sull'uranio

L'Iran, ha detto il portavoce della commissione Energia del Parlamento, Assadollah Gharenkhani, giudica "solo parole, una messinscena" le promesse fatte da oltre un anno dei Paesi europei firmatari dell'intesa, Francia, Gran Bretagna e Germania, di rendere operativo uno strumento finanziario per continuare le transazioni con l'Iran. Il loro ultimo incontro si è tenuto alla fine di giugno.

L'appello è stato promosso da Londra, che, in una dichiarazione del ministero degli Affari esteri, ha assicurato che il Regno Unito continua a considerare valido l'accordo.

Il ministro degli Esteri del Lussemburgo ritiene che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump abbia fatto una "mossa del tutto sbagliata" decidendo di ritirarsi dall'accordo nucleare con l'Iran. A fronte del 3.67% previsto dall'accordo del 2015.

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha dichiarato che i suoi ispettori in Iran faranno rapporto al quartier generale di Vienna "al più presto, appena verificheranno lo sviluppo annunciato" da Teheran.

Alla scadenza dell'ultimatum l'Iran dà seguito alle minacce e inizia ufficialmente la seconda fase del piano per ridurre i suoi obblighi previsti dall'accordo sul nucleare del 2015, aumentando il livello di arricchimento dell'uranio al 5%, dal 3,67% stabilito dall'accordo. Entrambe le misure, quella del 26 giugno e quella del 7 luglio, rientrano nella roadmap delineata da Teheran nell'annuncio ufficiale dello scorso 8 maggio, quando dichiarò di essere pronta a riprendere alcune attività relative al proprio programma nucleare se l'Unione Europea non avesse messo in atto contromisure nei confronti delle sanzioni statunitensi, di portata extra-territoriale, garantendo dunque la corretta implementazione dell'accordo.

Asselborn ha avvertito Teheran a non condurre l'arricchimento dell'uranio al di sopra della norma prescritta nell'accordo.