Crollo delle nascite in Italia, ai minimi dall’Unità d’Italia

Crollo delle nascite in Italia, ai minimi dall’Unità d’Italia

(Teleborsa) - Il calo delle nascite ai minimi storici e il progressivo invecchiamento della popolazione sono i due tratti salienti del bilancio demografico italiano.

Nel 2018 la distribuzione della popolazione residente per ripartizione geografica resta stabile rispetto agli anni precedenti.

È la foto scattata dall'Istat: Al 31 dicembre 2018 la popolazione residente in italia risulta inferiore di oltre 124 mila unità rispetto all'anno precedente. Quest'anno si è registrato il minimo storico dai tempi dell'Unità d'Italia per quanto riguarda la popolazione italiana - solo 55 su 60 milioni di residenti. Infatti, si registra una progressiva riduzione delle potenziali madri dovuta, da un lato, all'uscita dall'età riproduttiva delle generazioni molto numerose nate all'epoca del baby-boom, dall'altro, all'ingresso di contingenti meno numerosi a causa della prolungata diminuzione delle nascite osservata a partire dalla metà degli anni Settanta.

L'ultimo rapporto dell'Istat del 2018 mostra che in Italia siamo sempre meno.

Il primato di presenze straniere, in termini assoluti, va alle regioni del Nord-Ovest con 1.764.305 residenti di cittadinanza straniera, pari a oltre un terzo (33,6%) del totale degli stranieri. Al contempo, l'aumento dei cittadini stranieri (più 241mila dal 2014) ha permesso di contenere la perdita complessiva di residenti. Il Report dell'Istat sul bilancio demografico certifica anche che il numero di cittadini stranieri che lasciano il nostro Paese è in lieve flessione (-0,8%) mentre è in aumento l'emigrazione di cittadini italiani (+1,9%). I neonati iscritti all'anagrafe sono stati 439.747, con un calo del 4% rispetto al 2017 (- 18mila in valori assoluti). L'Emilia-Romagna ha la percentuale più alta di nati stranieri (24,3%), la Sardegna la più bassa (4,5%).

Il dato però potrebbe essere ancor più drammatico, poiché i numeri sono compensati dai nuovi italiani che in questo periodo hanno ottenuto la cittadinanza, pari a 638mila. Per la popolazione straniera, il saldo naturale è positivo (+57.554). Sul totale della popolazione residente, l'8,7% è straniero. In una popolazione che invecchia è naturale attendersi un aumento tendenziale del numero dei decessi.

Una situazione - afferma Uecoop - che impone organizzare un sistema di welfare in grado di soddisfare la domanda di assistenza e servizi delle famiglie italiane potenziando la collaborazione fra il settore pubblico e quello privato con il mondo delle cooperative sociali e di servizi che ogni anno seguono almeno 7 milioni di famiglie. Le condizioni climatiche (particolarmente avverse o favorevoli) e le maggiori o minori virulenze delle epidemie influenzali stagionali, ad esempio, possono influire sull'andamento del fenomeno come è avvenuto nel 2015 e nel 2017, anni di un visibile aumento dei decessi. Da un punto di vista geografico, la diminuzione è più accentuata al Centro (-5,1% rispetto al 2017).