Chiudete i profili social di Salvini

Chiudete i profili social di Salvini

Il legale della comandante della Sea Watch, Carola Rackete, chiederà il sequestro dei profili Facebook e Twitter del ministro dell'Interno Matteo Salvini, in quanto "propaganti messaggi d'odio". L'avvocato Salvo Tesoriero, legale della Sea Watch, che insieme ad Alessandro Gamberini ha preparato l'esposto spiega che "è tutto pronto, stiamo solo aspettando di riavere l'originale con la firma di Carola Rackete per poterlo depositare" e - spiega - "abbiamo formulato una richiesta di sequestro preventivo che ha ad oggetto le pagine Facebook e Twitter nelle quali sono riportate le frasi e i contenuti diffamatori e istigatori che noi denunciamo nell'atto".

Con ogni probabilità nella denuncia si ipotizzano i reati di istigazione a delinquere e diffamazione nei confronti del numero uno del Viminale, per i giudizi espressi nelle vicenda della Sea Watch. Sulla nave la situazione era tanto deteriorata da non poter più garantire la sicurezza delle persone a bordo e rendere necessario l'ingresso nel porto di Lampedusa. Per Rackete, infine, "salvare vite umane e' molto piu' importante di un'azione penale". La querela contiene 22 offese pronunciate o scritte dal ministro Matteo Salvini durante interviste televisive, dirette su Facebook o post su Twitter.

"Le esternazioni che qui si denunciano - è scritto ancora nell'esposto - non vengono fatte all'interno delle funzioni svolte da Matteo Salvini, nella sua qualità di ministro, ma costui si fa forte di quella qualità per potenziare in modo dirompente il messaggio d'odio". Non c'è limite al ridicolo. Immediata e beffarda la risposta di Salvini: "Posso usare solo Instagram?".

Salvini usa il sarcasmo per criticare la decisione della Rackete. "Ma nessuno ci ha risposto". La mia impressione è stata che a livello nazionale e internazionale nessuno volesse davvero aiutare. "Ha fallito il ministro dell'Interno, Horst Seehofer, che non aveva alcun desiderio di accettare le offerte delle città" di ospitare i migranti a bordo della nave. Vogliamo parlare? Parliamo di Europa, ma non rinneghiamo i confini. Decine di città erano disposte a ospitare queste persone, e dovrebbero essere libere di farlo senza che i governi nazionali le ostacolino. Per quanto legalmente abbia commesso un reato, le potremmo riconoscere un comportamento innovativo, in quanto ha utilizzato mezzi illeciti sì, ma usati per raggiungere una meta tutt'altro che egoistica.