Carabiniere ucciso, indagato il militare che ha bendato l’arrestato

Carabiniere ucciso, indagato il militare che ha bendato l’arrestato

È il dettaglio choc che emerge nel corso della conferenza stampa sulle indagini per l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri, Mario Cerciello Rega. Così il comandante dei carabinieri di Roma Francesco Gargaro.

Nell'ambito delle indagini la Procura ha disposto anche l'acquisizione dei turni dei militari in servizio della stazione Farnese insieme ad altri documenti per certificare la presenza in turno (dalla mezzanotte alle 6 del 26 luglio) del vicebrigadiere dei carabinieri, insieme al suo collega, Andrea Varriale. Arrivano insieme in piazza Mastai per identificare Sergio Brugiatelli, il 47enne che non conoscevano perché i suoi precedenti per rapina e rissa sono vecchi di dieci anni. "Cerciello aveva dimenticato l'arma, è stata probabilmente una dimenticanza, ma ciò non toglie che non aveva alcuna possibilità di reagire". E c'è il rischio di reiterazione del reato "desumibile - scrive il Gip - dalla disponibilità di armi di elevata potenzialità offensiva", un coltello da marines con una lama di 16 centimetri che ora bisognerà accertare dove sia stato comprato e perché. Se dopo il furto subìto ho chiamato il 112, senza aspettare l'indomani per sporgere denuncia, come mi era stato in un primo momento consigliato dai carabinieri, è stato perchè ho avuto paura".Carabiniere ucciso, comandante Gargaro: "Cerciello era senza pistola, l'aveva dimenticata" "Quando ho chiamato il mio numero di cellulare chi ha risposto non ha solo preteso denaro e droga per riconsegnare le mie cose. "Non voleva essere associato al fatto visto che li conosceva". Accerteremo i fatti "senza alcun pregiudizio e con il rigore già dimostrato da questa procura in altre analoghe vicende". "Nel momento in cui si sono qualificati sono stati immediatamente aggrediti, pochi attimi in cui Varriale è stato sopraffatto e buttato a terra" ha aggiunto Gargaro che poi ha sottolineato che in zona "c'erano 4 pattuglie, che non dovevano essere visibili per non pregiudicare l'operazione e che sono intervenute pochi minuti dopo l'allarme".

Il modello del coltello è il medesimo che i marines americani utilizzavano durante la seconda Guerra Mondiale (alleghiamo una foto di repertori precisando che l'immagine immortala non il coltello specifico, ma solo un modello analogo). D'Elia ha poi aggiunto: "Abbiamo fornito l'avvocato d'ufficio, nominato l'interprete e consentito a Gabriel Natale di aver un colloquio preliminare con il suo avvocato da soli".

Va ricordato che questi due baby delinquenti erano alla ricerca di cocaina ma, ingannati dal mediatore e dallo spacciatore, hanno acquistato aspirina polverizzata. Ne' avrebbe potuto sparare colpi intimidatori in aria: "non e' previsto dal nostro ordinamento", ha detto Gargaro. "Ci sono ancora diversi aspetti su cui dobbiamo lavorare e fare degli approfondimenti".

Il pm romano Nunzia D'Elia ha poi specificato che "quando sono arrivati" per essere interrogati, i due americani "erano liberi da qualunque tipo di vincolo, in ottime condizioni, senza segni di nessuno genere". Ultimo aspetto ancora da chiarire, la voce secondo la quale sempre la stessa sera dell'omicidio due giovani, i cui identikit corrisponderebbero a quelli dei due americani, sarebbero stati inseguiti dopo aver compiuto uno scippo da due militari dell'Arma, prima di far perdere le loro tracce nella movida di Trastevere. In una lunga conferenza stampa, il comandante provinciale dei carabinieri, Francesco Gargaro, risponde a tutte le domande dei giornalisti, smentisce "ombre e presunti misteri" che si sono diffusi negli ultimi giorni e ricostruisce minuto per minuto la dinamica dell'omicidio del vicebrigadiere. Nei giorni scorsi è circolata una foto in cui compare Natale Hjorth bendato e con le mani legate in una caserma dei carabinieri. Su questa vicenda l'Arma ha avviato una indagine interna e la Procura ha aperto un fascicolo.