Bono: "Fincantieri cerca 6mila lavoratori, ma non so dove cercarli"

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Saldatori e carpentieri cercasi: l'appello arriva dall'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, che dal palco della conferenza organizzativa della Cisl, nel corso di una tavola rotonda dedicata proprio al lavoro che cambia, lancia l'offerta di migliaia di posti che però si fatica a coprire. "Sembra che i giovani abbiano perso la voglia di lavorare, dice l'ad Bono". Alle sue parole arriva pronta la replica del vicepremier e ministro Luigi Di Maio, che scende in campo offrendo l'aiuto dell'Anpal: "Siamo pronti con l'Agenzia nazionale delle politiche attive a dare supporto a Fincantieri nel formare le maestranze di cui ha bisogno".

Il lavoro c'è e ci sarà, ma mancano i lavoratori. "D'altra parte - ha proseguito -, se uno si accontenta di fare il rider a 500/600 euro".

Un fabbisogno che, da qui al prossimo triennio, servirà all'azienda per sostenere un volume di ordini che nel 2018 ha toccato numeri da record: si parla di 103 unità e consegne che arrivano fino al 2027. Il Sole 24 Ore scrive che dei 5-6 mila menzionati da Bono, le potenziali assunzioni riguardanti il gruppo ammontano a 1.500 mentre il resto è relativo all'indotto con una maggiore domanda di nuovi occupati nei due poli principali dell'azienda, il Friuli Venezia Giulia e la Liguria. Allora se uno volesse guardare al futuro non si accontenterebbe di fare il rider, anche perché non è che fare il rider è meno faticoso di fare il saldatore. Da noi un lavoratore medio prende 1600 euro: "purtroppo mi sembra che abbiamo su questo cambiato cultura.Abbiamo dei cantieri in Romania e prendiamo i lavoratori dal Vietnam, ma anche li' prima o poi finiranno".