Autonomia Regioni, Di Maio: 'Nessuno spaccherà in due il Paese'

Autonomia Regioni, Di Maio: 'Nessuno spaccherà in due il Paese'

Fonti interne alla Lega hanno dichiarato a Tgcom che è "inutile sedersi a un tavolo con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi cambiano idea e fanno l'opposto". Diverse le opinioni del vice Luigi Di Maio, che su Facebook ha scritto "Il tavolo sull'Autonomia si è bloccato sulla regionalizzazione della scuola".

Dura anche la replica del Carroccio, secondo cui "i 5 Stelle condannano il Sud all'arretratezza". "Chi rallenta sull'Autonomia non fa un dispetto a Salvini o alla Lega". Tutto ciò ha come effetto una Supermedia più provvisoria del solito, ma che regala comunque delle sorprese: a cominciare dal nuovo record storico per la Lega, che tocca il 37,7% dei consensi, un livello mai raggiunto in precedenza dal partito di Matteo Salvini. Riguardo a Gianluca Savoini, il suo ex portavoce che ha partecipato agli incontri con i funzionari del Cremlino come dimostrano le registrazioni audio pubblicati da BuzzFeed News, Salvini ha commentato che non gli è dato sapere "cosa facciano e chiedano gli altri a nome loro". "Ma non sono un magistrato". "I bambini - ha proseguito il leader pentastellato - non c'entrano niente con l'autonomia e noi dobbiamo garantire l'unità della scuola come quella della nazione". Ritardare in questo modo è offensivo nei confronti di tutti quei risparmiatori truffati che aspettano risposte.

La riforma sarà presentata nei prossimi giorni e più tardi votata dagli iscritti al Movimento sulla piattaforma Rousseau, e si basa soprattutto sull'introduzione della figura del "facilitatore", un termine che Di Maio usa sostanzialmente per definire ruoli che nei partiti tradizionali vengono affidati alla segreteria e ai coordinatori regionali e locali. Per Di Maio "non si può neanche ipotizzare" che le regioni con più fondi possano assumere "a tempo indeterminato più docenti, mentre quelle più povere devono andare avanti con quelli che hanno". "Nessuna gabbia salariale - precisa Stefani - solo strumenti che esistono già nel nostro ordinamento, dagli incentivi della contrattazione integrativa per dare continuità dell'offerta formativa e ovviare alle carenze di organico".