Visco (Bankitalia): "Più che sussidi serve stimolare l’attività economica"

Visco (Bankitalia):

"Saremmo stati più poveri senza l'Europa, lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario".E in un'intervista ad Affaritaliani.it il vicepremier Matteo Salvini ha subito ribattuto, cercando di ridimensionare l'euroscetticismo del governo giallo-verde: "Noi vogliamo cambiare le regole dell'Europa, non vogliamo uscire, vogliamo stare dentro ma da protagonisti".Visco ha lanciato anche un allarme sulla crescita, perché l'Italia "ancora fatica a riprendersidalla doppia recessione" e aumentare il debito pubblico può rivelarsi "rischioso" e "controproducente".

E ancora per Ignazio Visco "serve uno sforzo corale, la partecipazione di tutti, lungo una direzione di marcia che la politica deve indicare con chiarezza". In pratica, ci separano appena venti punti dalla Grecia, ma lo Spread - ossia il differenziale tra i Btp italiani e i Btp tedeschi - ha accorciato le distanze anche con altri Paesi le cui economie tradizionalmente sono giudicate piu' deboli rispetto alla nostra. E precisa: "Affinché il bilancio pubblico possa contribuire a un aumento duraturo del tasso di crescita del prodotto servono interventi profondi sulla composizione della spesa e delle entrate".

Sulle trasformazioni dei contratti a termine, dice, "hanno influito nella seconda metà dell'anno le limitazioni introdotte dal 'decreto dignità'" con "nuovi vincoli" che "insieme al peggioramento del quadro congiunturale contribuiscono a ridurre la probabilità di rimanere occupati allo scadere di un contratto a termine".

L'economia nazionale, sottolinea il governatore, "risente di un ritardo tecnologico grave, frutto di una struttura produttiva frammentata e sbilanciata verso aziende che trovano difficoltà a crescere e a innovare". "L'Europa è stata e rimane la nostra frontiera ideale per garantire un futuro di pace e di benessere sociale ed economico alle generazioni che verranno. Un'efficace azione di contrasto dell'evasione, nell'ambito di un'ampia riforma fiscale, potrà facilitare questo processo", sottolinea. Per Boccia bisogna prestare "attenzione al linguaggio perche' a volte anche in funzione del linguaggio creiamo delle tensioni gratuite che non hanno senso". L'immigrazione può dare un contributo alla capacità produttiva del Paese, ma vanno affrontate le difficoltà che incontriamo nell'attirare lavoratori a elevata qualificazione così come nell'integrazione e nella formazione di chi proviene da altri Paesi. Il dato è ora pari a zero, contro il + 0,1% indicato il mese scorso.