USA, cyberattacchi contro Iran: colpito un gruppo di intelligence

USA, cyberattacchi contro Iran: colpito un gruppo di intelligence

Donald Trump avrebbe approvato attacchi militari mirati contro l'Iran dopo il drone abbattuto, per poi cambiare idea. Secondo un importante funzionario dell'amministrazione Trump sentito dal New York Times, però, il governo americano non sarebbe stato del tutto sicuro dell'esatta posizione del drone: potrebbe essere stato commesso un errore, e in quel caso la gravità dell'attacco iraniano sarebbe stata molto minore.

In particolare, il quotidiano, che cita fonti ben informate, riporta che ieri alle 19 di ieri ora locale (l'1 di oggi in Italia) l'operazione era nella fasi iniziali, con gli aerei già in aria e le navi posizionate, quando è arrivato il contrordine.

Al momento quindi non è dato sapere se la decisione di attaccare l'Iran sia stata cancellata oppure rimandata, fatto sta che l'eventuale scoppio di una guerra tra i due paesi potrebbe avere effetti devastanti. L'attacco sarebbe dovuto avvenire prima del tramonto in Iran per minimizzare il rischio per i civili. Nel corso della giornata, dopo la notizia dell'abbattimento del drone del valore di 130 milioni di dollari, si sono susseguite varie riunioni per decidere se e come rispondere, riunioni durante le quali sono emerse divergenze tra il segretario di Stato Mike Pompeo, il consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton ed il direttore della Cia, Gina Haspel, favorevoli ad un attacco, mentre il Pentagono ha frenato, nel timore di un'escalation militare nella regione, con un aumento del rischio di rappresaglie per le forze americane.

Il presidente americano, Donald Trump, dichiara in un tweet di "non aver mai revocato" l'attacco militare contro l'Iran ma di averlo solo sospeso.

Gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di cyber attacchi indirizzati a un gruppo di intelligence iraniano.

Intanto, la Federal aviation administration, l'autorità per il trasporto aereo americano, ha vietato agli operatori statunitensi, incluse le compagnie aree, di volare nello spazio aereo controllato da Teheran sopra lo Stretto di Hormuz e il Golfo dell'Oman. Per l'Ira il velivolo era "impegnato in una chiara operazione di spionaggio".