Tria: dobbiamo mostrare calo deficit di 0,2%, resto ottimista

Tria: dobbiamo mostrare calo deficit di 0,2%, resto ottimista

Infine, a chi chiedeva se conti di riuscire a portare dei dati definitivi a sostegno di queste argomentazioni prima dell'inizio di luglio, Tria ha risposto: "E certo, mica porto chiacchiere". La Ue ha bisogno di "risparmi maggiori" e di "rassicurazioni concrete" sul 2020.

Pressing dell'Ue sull'Italia sulla procedura d'infrazione.

Tuttavia le regole di bilancio non possono essere così clamorosamente stralciate e l'Italia finora non ha indicato una soluzione per permettere a se stessa come agli altri governi di salvare la faccia.

Dunque all'Italia non servono affatto "misure correttive" per riportare in ordine i conti. "E' ormai pressoché preparata una bozza di lettera che rivolgerò alle istituzioni europee - dice il Presidente del Consiglio - che diventerà pubblica e sarà l'occasione per ribadire come da un lato vogliamo rispettare il patto di stabilità e crescita e riteniamo che la manovra sia in linea, ma dall'altro non vogliamo rinunciare a offrire un contributo critico alle regole Ue".

Un incontro, quello di ieri, diplomaticamente definito "interlocutorio", una formula che mette al riparo da qualsiasi obiezione ma sembra proprio che tra Salvini e il Ministro dell'Economia si sia consumato l'ennesimo scontro con il leghista che spinge e il Titolare del Mef che frena.

La riunione dell'Ecogruppo è arrivata all'indomani del vertice del governo italiano. Il ministro Tria intanto da Bruxelles ha ribadito che a legislazione invariata il deficit sarà inferiore al 2,4% del pil. Senza novità l'apertura di una procedura può essere considerata certa, almeno a questo stadio.

La Commissione europea vorrebbe che venga usato per il disavanzo i due miliardi di cuscinetto previsti nella scorsa legge di bilancio e i tre miliardi derivanti dai risparmi sul reddito di cittadinanza e su 'quota cento'. Sarebbe uno di quegli 'elementi' nuovi che farebbe arrestare la preparazione della procedura. "Il negoziato si fa così". Una maxi manovra di cui l'attuale governo non vuole assumersi la responsabilità. "Abbiamo cominciato un percorso su alcune voci: export, investimenti, edilizia, che è importante perché se riparte l'edilizia riparte il Paese".

In risposta alla domanda di quanto tempo è stato concesso al nostro Paese, il Ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha risposto laconico "direi qualche giorno".

E del resto non è la prima volta che il ministro Tria nega contrasti con il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini sulla flat tax.