Tassi Ue, Trump risponde a Draghi: competizione ingiusta con Usa

Tassi Ue, Trump risponde a Draghi: competizione ingiusta con Usa

E un Quantitative Easing che è ancora ben lontano dall'esaurire le sue risorse.

Il governatore della Bce Mario Draghi lascia trapelare le possibili mosse di Francoforte nel prossimo futuro per contrastare la stagnazione dell'economia continentale provocando una scossa sui mercati - con le Borse continentali che si impennano e lo spread Btp-Bund che scende a livelli di diversi mesi fa. Ma immediata anche la replica irritata di Donald Trump che, in un tweet, accusa di fatto il presidente della Bce di voler rafforzare il dollaro e peggiorare così la capacità competitiva dell'economia Usa.

Ulteriori tagli dei tassi d'interesse e misure di mitigazione per contenere gli effetti collaterali rimangono parte dei nostri strumenti.

Le parole pronunciate ieri a Sintra da Mario Draghi hanno messo all'angolo alcuni membri della Banca centrale europea dal momento che le nuove misure di stimolo cui ha accennato il presidente Bce non sono ancora state discusse dal direttivo. Le sue parole hanno avuto l'effetto di far calare l'euro sul dollaro, scendere lo spread e accelerare i listini azionari.

Da colloqui con sei fonti a margine del simposio di Sintra tuttavia emerge come gli altri rappresentanti della banca centrale non si aspettassero un messaggio così forte e che manca consenso sulla strada da percorrere. "Guardando in avanti, lo scenario dei rischi rimane negativo, e gli indicatori per i prossimi trimestri indicano una debolezza persistente".

In precedenza lo stesso Draghi, facendo riferimento all'Italia, senza nominarla, aveva sostenuto che "ricreare spazio fiscale aumentando l'output potenziale attraverso riforme e investimenti pubblici e rispettando il quadro fiscale europeo aiuterà a preservare la fiducia degli investitori nei paesi con un alto debito pubblico, bassa crescita e uno spazio fiscale limitato".