Salvini da Washington sfida l'Ue: "Faremo flat tax, basta briciole"

Salvini da Washington sfida l'Ue:

No, dietro c'è solo una blanda motivazione tattica: far desistere l'Unione Europea dal comminarci una procedura d'infrazione, e permetterci di fare un'ulteriore manovra espansiva, sperando che la Casa Bianca tenga buoni i mercati.

Ma la visita negli Usa di Salvini serve anche per rilanciare la sfida alla Ue, cercando e ottenendo la sponda di Washington.

Per ragioni di protocollo non c'è stato l'incontro con il Presidente Trump, ma ai suoi interlocutori Salvini ha ribadito si sposare in pieno la linea del capo della Casa Bianca sui dossier piu' delicati del panorama mondiale. E nell'auspicare una "manovra trumpiana" per arrivare all'obiettivo fortemente voluto del taglio delle tasse, dall'altra sponda dell'Oceano manda a dire a Bruxelles che il governo italiano "non si accontenterà più delle briciole", "l'Italia non è la Grecia, che l'Europa ha ammazzato, il taglio delle tasse si farà". E aggiunge: "L'ostinazione dell'Ue sui vincoli, sull'austerità non aiuta". Ci apprestiamo a trattare da pari a pari con l'Europa. "Se a Bruxelles non va bene - rincara la dose Salvini -, deve sapere che i soldi degli italiani li gestisce il governo degli Italiani".

Il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha dichiarato in un punto stampa a Washington che l'Italia rappresenta un valido interlocutore per gli Usa nell'Ue.

"Trump ha ridato un sogno, una speranza, una visione, ed è questo che voglio portare nel nostro Paese". E anche ora, la sintonia è "sul 99%" dei temi: tolto il rapporto con la Russia, con Salvini che insiste nel voler "superare l'impianto sanzionatorio" verso Mosca, su tutto il resto - assicura il leader leghista - c'è piena condivisione. "Quando abbiamo sottoscritto il memorandum ho chiarito in modo chiaro, puntuale e diretto con il presidente Usa Donald Trump che non c'è nessun equivoco".

E ancora a proposito di alleanze sovranazionali, il titolare del Viminale sostiene che "sarebbe un errore strategico sia commerciale sia geopolitico allontanare la Russia dall'occidente per lasciarla nelle braccia dei cinesi. Bisogna fare di tutto per riportarli al tavolo e io preferisco ragionare che tornare all'asse Mosca-Pechino", è convinto Salvini.