Papa: ai poveri non si perdona neppure la loro povertà

Papa: ai poveri non si perdona neppure la loro povertà

Il Santo Padre parteciperà al convegno "La teologia dopo veritas Gaudium nel contesto del Mediterraneo", una due giorni aperta a intellettuali, teologi, studenti e professori delle facoltà di Teologia.

I poveri sono persone a cui andare incontro: è il cuore del Messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale dei poveri 2019, presentato in Vaticano.

Chi sono i poveri di oggi? Non sarà così per sempre", dice il papa, perché il grido dei poveri "aumenta e abbraccia la terra intera. "Si è giunti perfino a teorizzare e realizzare un'architettura ostile in modo da sbarazzarsi della loro presenza anche nelle strade, ultimi luoghi di accoglienza". Il nunzio, ricorda il Papa a chi sembra aver perso la memoria, non rappresenta sé stesso, ma il Successore di Pietro. "E tante persone senzatetto ed emarginate che si aggirano per le strade delle nostre città?".

Il Papa chiede ai suoi ambasciatori di essere sobri e di praticare una vita di preghiera, che illumini il loro operato e la loro missione, perché senza si diventa "semplici funzionari, sempre scontenti e frustrati". Si tratta, denuncia Francesco, di persone diventate loro stesse "parte di una discarica umana", trattate "da rifiuti, senza che alcun senso di colpa investa quanti sono complici di questo scandalo". Che "spesso si infierisce su di loro con la violenza del sopruso". "Il 'giorno del Signore', come descritto dai profeti, distruggerà le barriere create tra Paesi e sostituirà l'arroganza di pochi con la solidarietà di tanti". Come scriveva Don Primo Mazzolari: "Il povero è una protesta continua contro le nostre ingiustizie; il povero è una polveriera". E "sfuggire da questa identificazione equivale a mistificare il Vangelo e annacquare la rivelazione". Per i poveri "è un dramma nel dramma, non è consentito loro di vedere la fine del tunnel della miseria". Nonostante la crisi economica mondiale, l'arricchimento di alcuni gruppi di persone "appare tanto più anomalo quanto più nelle strade delle nostre città tocchiamo con mano l'ingente numero di poveri a cui manca il necessario e che a volte sono vessati e sfruttati".

Il Pontefice, inoltre, ha sottolineato che Gesù ha inaugurato il suo regno ponendo i poveri al centro, "ma ha affidato a noi, suoi discepoli, il compito di portarlo avanti, con la responsabilità di dare speranza ai poveri - si legge nel testo - È un programma che la comunità cristiana non può sottovalutare". Ancora, il pontefice coglie anche l'occasione per condannare il caporalato che coinvolge ogni anno, specie nel sud Italia, migliaia di immigrati costretti a lavorare per ore sotto il sole cocente, "ricompensati con una paga irrisoria; non hanno sicurezza sul lavoro né condizioni umane che permettano di sentirsi uguali agli altri". Fisichella e mons. Graham Bell, rispettivamente presidente e sotto-Segretario del Pontificio consiglio per la Promozione della nuova evangelizzazione.