Nel mirino di Salvini "i miliardi fermi nelle cassette di sicurezza"

Nel mirino di Salvini

Sulle cassette di sicurezza, "le parole sono così evidenti".

Deve essere proprio vero che dalle parti del governo non sanno più dove sbattere la testa per trovare i soldi necessari a finanziare le promesse elettorali - tipo la flta tax o la rinuncia all'aumento dell'Iva -, se il ministro dell'Interno si è spinto fino alla proposta, lanciata dalla poltrona di Porta a Porta, di "tassare le cassette di sicurezza".

COME FUNZIONANO - La cassetta di sicurezza è disciplinata dall'articolo 1839 del Codice Civile: "nel servizio delle cassette di sicurezza la banca risponde verso l'utente per l'idoneità e la custodia dei locali e per l'integrità della cassetta, salvo il caso fortuito". Lo ha precisato il vicepremier Matteo Salvini. "Siamo in mano a degli irresponsabili", è l'allarme lanciato dal capogruppo dei dem in commissione Bilancio al Senato.

Per il fisco si tratterebbe di "soldi sostanzialmente nascosti", come ha fatto notare il conduttore della nota trasmissione in onda su Rai 1: "Parliamo di soldi tenuti sotto il materasso", ha commentato il segretario del Carroccio facendo eco a Vespa.

La toppa che ha provato a mettere in ministro dell'Interno, che subito ha provato a fare retromarcia, è stata peggiore del buco.

"Sono prive di qualsiasi fondamento le ipotesi di una patrimoniale, di tasse sui risparmi, sui conti correnti degli italiani o su cassette di sicurezza". "Ci sono miliardi di euro di denaro contante presenti in Italia e oggi non circolante? Sì".

Secondo Salvini "serve una pace fiscale per far emergere il denaro contante depositato nelle cassette di sicurezza, fermo: chi lo possiede avrà il diritto di utilizzarlo, e lo Stato incasserebbe miliardi da reinvestire per la crescita".

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