Landini: se governo non ci convoca non escluso sciopero generale

Landini: se governo non ci convoca non escluso sciopero generale

"La notizia che abbiamo è che le fabbriche si sono svuotate, l'adesione molto forte vuol dire che c'è una domanda vera di cambiamento in questo paese e cambiare vuol dire cambiare le politiche economiche e sociali, vuol dire ridurre il fisco per i lavoratori, vuol dire investire per creare lavoro, vuol dire basta precarietà, vuol dire aumentare i salari e combattere le diseguaglianze". "C'è la desertificazione soprattutto al Sud", denuncia Re David, Fiom. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, a 'In Mezz'ora in più' parlando della mobilitazione unitaria in atto con anche le manifestazioni delle varie categorie, dal pubblico impiego ai metalmeccanici. Diecimila i manifestanti a Firenze, con la partecipazione della segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, e oltre 20mila a Napoli, con in testa al corteo il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo. Lo ha detto Maurizio Landini a Fossadello di Caorso, alle porte di Piacenza, nel corso della Festa Insieme organizzata dalla Cgil provinciale con il sindacato dei pensionati Spi. Certamente, anche perché alla fine chi la paga sono gli italiani e le italiane. Più diretto e duro l'intervento da piazza Duomo, a Milano, del segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, che ha paragonato il governo al comandante Schettino "che per qualche applauso avvicina la nave agli scogli e la fa affondare". "Se il Governo continua a non ascoltarci è chiaro che non escludiamo nulla" ha aggiunto. Gravi responsabilità ce l'hanno anche le imprese. "Quasi ogni giorno, in quasi tutti i settori produttivi, qualcuno muore di lavoro, ed anche lo sblocca appalti che allarga la possibilità di dare sub-appalti non sarà certo una cosa che fa bene alla salute e alla prevenzione sul lavoro" ha detto ancora la Furlan.

"Non ci spetta fare opposizione politica, ma quando si attacca il lavoro non è un optional mobilitarsi: è il nostro dovere" e "a chi dice 'prima gli italiani' noi diciamo 'prima il lavoro".

Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, sempre a Firenze ha ricordato che "sono 150 i tavoli fermi al ministero dello Sviluppo economico". Per questo motivo i sindacati hanno deciso di manifestare. "Questo non è uno sciopero contro - ha affermato il segretario Uilm - questo è uno sciopero a favore dello sviluppo, a favore dell'industria, a favore della famiglia, di tutto quello che può essere la dignità del lavoro, una parola abusata in tutti questi anni, ma poco si è fatto per difenderla". "Sono tutti temi pesantissimi che noi dobbiamo rimettere al centro dell'attenzione".

Una tappa del percorso unitario messo in campo da Cgil, Cisl e Uil, partito da piazza San Giovanni a Roma il 9 febbraio scorso e, per ora, in chiusura il 22 giugno a Reggio Calabria, per il Sud. "E' una fase di stallo che ormai dura da mesi, e questo è inaccettabile per il lavoro".