Insulta Falcone e Borsellino su Realiti: Rai lancia l'inchiesta

Insulta Falcone e Borsellino su Realiti: Rai lancia l'inchiesta

"La Rai ritiene indegne le parole su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino pronunciate da due ospiti della puntata di Realiti, andata in onda su Rai2 in diretta". "Non abbiamo invitato Riina o Provenzano in studio. Direttore di Rete, conduttore, autori sono stati ampiamente sensibilizzati sulla necessità di porre la massima attenzione sulla scelta degli ospiti, delle tematiche e sulla modalità di trattazione di argomenti 'sensibili'; in coerenza con quanto ogni giorno la Rai testimonia attraverso programmi, eventi speciali e fiction dedicati alla sensibilizzazione della collettività contro la criminalità organizzata e a sostegno della memoria dei tanti martiri delle mafie".

Zappalà era al centro di un video trasmesso dal programma, che raccontava il fenomeno degli interpreti neomelodici siciliani che cantano in napoletano. "Non cerco scuse - dice il conduttore Enrico Lucci all'Adnkronos - il risultato è stato pessimo e ci siamo messi tutti in discussione per rettificare, sgrossare, pulire e ritrovare il focus del racconto, che è la gara tra i protagonisti dell'attualità social". "Vedere insultare in un programma Rai Falcone e Borsellino o sentire inneggiare ai clan che vorrebbero realizzare attentati mi lascia esterrefatto - ha scritto il giornalista, più volte minacciato dalla criminalità organizzata -".

"La condanna da parte della Rai rispetto a quanto accaduto nel corso della puntata del programma 'Realiti' - ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Alberto Barachini - e l'avvio di un'istruttoria interna per accertarne le responsabilità sono misure doverose, ma non sufficienti". E ancora: "La grave offesa arrecata alla memoria di due esempi luminosi della lotta alla mafia si configura come un evidente omesso controllo da parte della governance del servizio pubblico, alla quale richiedo formalmente un controllo più rigoroso dei contenuti e degli ospiti delle trasmissioni". "Se andassero a vedere la puntata capirebbero che sono intervenuto con parole chiare e dure, ricordando anche che 'la mafia è merda'". Tra i due cantanti che apparivano nel servizio, è venuto in studio questo 'pischello' di 19 anni. Zappalà aveva poco prima parlato dei suoi idoli, Al Capone e Scarface. "Io per prima cosa gli ho fatto dire che non è un mafioso". Per questo gli dico: "'Cerca di schiarirti le idee e studia la storia'". Il debutto del programma di Enrico Lucci ha segnato di fatto un vero flop che gli è già costato non solo una "retrocessione" in termini di fascia oraria ma, soprattutto, un'istruttoria. Non c'è nessun margine di dubbio sulla nostra posizione. "Parliamo di un 19enne che non capisce neanche bene la potenza delle frasi che esprime". Il voucher, però, inviato in un primo momento - si apprende - è stato subito annullato, perché si è valutato di non invitare più il cantante in trasmissione. "Nel video - ha sottolineato Lucci - lui comunque dice: 'Ho pagato per il mio passato e voglio cambiare la mia vita'". Si rinviene anche come, sul portale della Rai, non sia più possibile accedere allo streaming della puntata in causa.

"La denuncia del presidente di Articolo 21 Paolo Borrometi non può restare senza risposta", affermano in una nota Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi, e Vittorio Di Trapani, segretario dell'Usigrai a proposito del caso Realiti.

"Siamo ormai arrivati alla 'par condicio' tra mafia e antimafia, dopo aver già tentato di sdoganare quella tra fascismo e antifascismo", proseguono i vertici della Federazione della Stampa e sindacato Usigrai.