Imu e Tasi, stangata in arrivo sulla casa

Imu e Tasi, stangata in arrivo sulla casa

Ad ogni modo i Comuni dovranno stabilire le nuove aliquote entro il 28 ottobre 2019 e a dicembre 2019, poi, le due imposte verranno ricalcolate sulla base di quanto deciso. La prima data in agenda è quella dell'acconto delle imposte sulla casa, da versare entro il prossimo 17 giugno.

Chi paga l'Imu e la Tasi 2019?

Con deliberazione del Consiglio Comunale n. 53 del 21 dicembre 2018 sono state approvate le aliquote dei tributi comunali per l'anno 2019. Partendo dall'Imu, imposta sugli immobili, si paga sulle case, seconda casa e oltre, e sugli immobili ad uso commerciale come negozi, capannoni, uffici e altre strutture, e sui terreni.

Pagano Imu e Tasi anche i cittadini italiani proprietari di immobili ma residenti all'estero. Non è soggetta ad IMU l'abitazione principale e le relative pertinenze, ma nel limite di una unità immobiliare per ciascuna delle categorie C/2 (cantine), C/6 (box auto) e C/7 (tettoie). Il presupposto della Tasi è "il possesso o la detenzione di fabbricati o aree edificabili". Tecnologia che permette di fare tutte le operazioni comodamente da casa, evitare le code e consentire agli uffici di seguire i casi più complessi o le persone meno abituate all'uso della tecnologia.

E' prevista una riduzione del 50% della base imponibile di Imu e Tasi anche per i proprietari di immobili inagibili e storici.

Il pagamento della prima rata va effettuato in misura del 50% dell'importo annuo, calcolato sulle aliquote deliberate per il 2018, utilizzando il modello F24.

Il modello F24 è, invece disponibile sia presso gli uffici postali che presso gli sportelli bancari. Si segnala che molti comuni hanno optato per l'azzeramento della Tasi, che generalmente incide con importi relativamente bassi; in linea generale i comuni possono stabili la ripartizione del tributo fra proprietario e inquilino attribuendo a quest'ultimo una percentuale compresa tra il 10% ed il 30%.

Invece, la completa esenzione IMU si può applicare alla "prima casa" in cui risiede abitualmente il proprietario, ai fabbricati aventi i requisiti di ruralità poiché strumentali all'attività agricola, ai terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali (dove per posseduti e condotti si intende che il proprietario deve esser colui che svolge l'attività agricola) e terreni agricoli situati in zona montana o sulle isole minori.