Il governo tiene duro: "Il reddito non si tocca"

Il governo tiene duro:

Premier e vicepremier sono d'accordo sul fatto che non dovranno essere fatti tagli alle manovre simbolo del governo giallo-verde, ossia Quota 100 e Reddito di Cittadinanza.

Il messaggio arriva in un video poi postato su Facebook, ad Hanoi, in Vietnam, intervistato dai giornalisti.

Il presidente del Consiglio, incalzato dai cronisti, ha tranquillizzato riguardo i provvedimenti tanto cari a Lega e Movimento Cinque Stelle: "Stiamo lavorando in maniera ragionevole perché si prefigurino dei risparmi di spesa". "Se eventualmente ci saranno dei risparmi di spesa è qualcosa che è completamente diverso dal dire si va a tagliare la misura, le misure verranno attuate integralmente e rimangono intatte". Da Bruxelles i Commissari hanno minacciato una procedura di infrazione per debito eccessivo (cos'è e come funziona la procedura) e hanno apertamente contestato sia la Quota 100 di Salvini che il Reddito di Cittadinanza di Di Maio. "Ragionevolmente sarà la prossima".

Sulla probabilità che il Consiglio dei ministri non si faccia venerdì "non c'è stato un rinvio, semplicemente non era stata fissata una data, perché non siamo riusciti a conciliare una data questa settimana".

Il nuovo spread è probabilmente frutto dell'obbligo di sottoscrivere il "patto per il lavoro", che riguarda non solo il titolare del reddito di cittadinanza, ma tutti i componenti maggiorenni del nucleo familiare (esclusi ovviamente anziani e pensionati) che non hanno un lavoro e non frequentano corsi di studio o di formazione. "Faccio un esempio: il settore delle costruzioni è fortemente critico ma è da anni che si trascina questa condizione. Noi come governo stiamo cercando di favorire maggiori aggregazioni". "In diversi colloqui con, Corriere della Sera Repubblica e Stampa, Conte ha spiegato di non aver sciolto la riserva sulle sue dimissioni." se non posso operare dovrò prenderne atto e porre il problema nelle sedi istituzionali consone". "Io credo che su questi aspetti le cose vadano cambiate". Come detto, poi, è arrivata la chiosa sull procedura Ue sui conti: "Non voglio essere il primo premier italiano che subisce una procedura di infrazione".