Fca-Renault, Elkann: 'Rimaniamo aperti a ogni opportunità'

Fca-Renault, Elkann: 'Rimaniamo aperti a ogni opportunità'

Alle 10.30 il titolo era in rialzo dlelo 0,38% a 11,744 euro, dopo aver toccato un minimo a 11,252 euro in avvio di giornata.

Molti sono i fronti aperti tra Italia e Francia.

Su queste perplessità FCA ha deciso di abbandonare l'idea che pure era stata benedetta dai mercati, con outlook rivisti al rialzo dalla stragrande maggioranza degli analisti ora costretti a fare dietrofront e forti guadagni sui titoli di entrambe i costruttori, poi progressivamente riassorbiti fino ai saluti finali. Quando tutto sembrava prossimo a una conclusione positiva, il Governo francese ha chiesto più tempo per definire importanti dettagli di governance e il capo della famiglia Agnelli, John Elkann, ha ritirato dal tavolo la proposta. "Restava di ottenere il supporto esplicito di Nissan", ha detto Le Maire in una nota.

Il cda di Renault, riunitosi alle porte di Parigi, dopo sei ore di discussione, ha fatto sapere di "non essere in grado di prendere una decisione a causa dell'auspicio espresso dai rappresentanti dello Stato francese di rinviare il voto a un consiglio ulteriore". Se il progetto non è andato in porto, è solo e unicamente per il nodo legato allo scetticismo di Nissan. "Tutte le altre condizioni, incluso quelle sulla tutela degli stabilimenti e dei posti di lavoro, erano state raggiunte". Un po' di riflessione permette senza dubbio di capire meglio la sposa. Renault - che comprende anche i marchi Dacia, Lada, Renault Samsung Motors, Alpine e la cinese Jinbei & Huansong - ha venduto nel 2018 3,8 milioni di veicoli.

Renault, con una nota, ha commentato la reazione FCA, con toni relativamente morbidi. "Sono stati i contrattempi, le esitazioni e le tergiversazioni dello Stato ad aver spinto la Fca a ritirare la sua proposta di nozze, lasciando il gruppo francese nella stretta del suo partner giapponese, l'ombroso e sospettoso Nissan".

Riteniamo che questa proposta sia opportuna, per il grande valore industriale e l'attrattiva finanziaria che comporta, creando un leader mondiale del settore automobilistico con sede in Europa.

Il giudizio di Le Figaro è impietoso: il fallimento, scrivono Oltralpe lascerùà tracce, "L'alleanza con Nissan è più che mai ferma" e il presidente di Renault Jean-Dominique Senard ha perso credibilità. Ma soprattutto al Lingotto c'è una sorta di sensazione di 'scampato pericolo' davanti a un interlocutore che - si sottolinea - conosceva da tempo la proposta eppure, una volta diventata pubblica, "ha avanzato richieste solo per soddisfare l'opinione pubblica, chiedendo l'impossibile". FCA aveva acconsentito alla richiesta anche se suscitando diversi timori in Italia, e spingendo alcuni ad incolpare il governo italiano per non essere intervenuto in qualche maniera nella trattativa. Mutate condizioni in che senso, dato che appunto così si fa a Parigi, con la politica che sovrasta costantemente l'economia? Nei prossimi anni saranno necessari importanti investimenti nel settore e noi siamo favorevoli a progetti sviluppati insieme dai costruttori auto come sta già avvenendo.