Ex Ilva, 1.400 lavoratori in cassa integrazione: "Grave crisi del mercato"

Ex Ilva, 1.400 lavoratori in cassa integrazione:

La difficile situazione che sta vivendo il settore europeo dell'acciaio porterà Arcelor Mittal Italia a fare ricorso in via temporanea alla cassa integrazione guadagni ordinaria (cigo). Personalmente - rileva Prisciano - sono stato avvertito in maniera informale, attraverso una telefonata sintetica. Per 13 settimane (quindi fino a tutto settembre), 1.400 dipendenti al giorno (sugli 8.200 dello stabilimento pugliese, il 17% della forza lavoro) saranno in cassa integrazione ordinaria. Il nostro sito ti dà la possibilità di conoscere tutto ciò che riguarda la filiera: aziende, protagonisti, prezzi. E come prevedibile, suscita immediate le reazioni dei sindacati. "Auspichiamo per il prosieguo che tali atti di intraprendenza comunicativa vengano rivisti, al fine di evitare facili allarmismi tali da appesantire il clima sociale in città, già gravato dalla gestione complessa legata alla vicenda Ilva in amministrazione straordinaria - che vede ad oggi circa 1700 lavoratori in Cigs - per la quale domani al tavolo ci attendiamo risposte certe". Ritardi che ora, insieme alle altre cause, influiscono a questa condizione.

Il 6 maggio scorso ArcelorMittal aveva manifestato l'intenzione di tagliare temporaneamente la produzione di acciaio in Europa con una riduzione di 3 milioni di tonnellate annue. Una notizia che ha sorpreso no poco i lavoratori che dopo anni di crisi, problemi giudiziari e commissariamento, credevano che l'azienda si avvinse verso una fase di maggiore tranquillità dopo l'accordo firmato appena un anno fa dalla nuova proprietà.

Arcelor-Mittal mette 1400 operai in cassintegrazione.

ArcelorMittal, dal canto suo, conferma il proprio impegno su tutti gli interventi previsti per rispettare il piano industriale e ambientale. "Oggi che le promesse dei governi nazionali, ed il bluff del ministro Di Maio, sono venuti allo scoperto, la Regione Puglia ha il dovere di rimanere accanto ai lavoratori di Taranto". Nell'incontro in programma per lunedì 10 giugno chiederemo una verifica sull'attuazione dell'accordo sottoscritto in merito alle strategie industriali e produttive e agli investimenti relativi al processo di risanamento ambientale.

Comunque la presa di posizione dell'AD di AM non ci rassicura, perché il ricorso alla Cig, per quanto congiunturale diventa un elemento di incertezza. Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil, chiede un incontro urgente al Mise "per una verifica degli impegni sottoscritti".