Di Maio: "Whirlpool, oggi revoco gli incentivi: non ha rispettato i patti"

Di Maio:

La condotta di Whirlpool "non è accettabile, hanno preso 50 milioni di euro dal 2014 ad oggi e io inizio a revocargli i fondi perché non sono stati collaborativi, continuano a dire che vogliono disimpegnarsi dallo stabilimento di Napoli". "È finita l'epoca del Bengodi in cui si viene in Italia e fai quello che vuoi con i lavoratori italiani, con le imprese italiane".

Whirlpool "non intende procedere alla chiusura del sito di Napoli", ma è impegnata "a trovare una soluzione che garantisca la continuità aziendale e i livelli occupazionali".

"Sono mesi che monitoriamo con estrema attenzione il comportamento dell'azienda Whirlpool rispetto agli accordi presi con il Mise - commentano così i parlamentari del Movimento 5 Stelle Terzoni e Romagnoli accogliendo con favore la decisione presa dal capo politico e ministro 5 stelle - dialoghiamo costantemente con i dipendenti del nostro territorio, ed abbiamo notizie di quelle che possiamo chiamare anomalie da parte dell'azienda americana da diversto tempo. Nel corso dell'incontro al ministero previsto per domani, 12 giugno, ci auspichiamo di poter iniziare il percorso con le istituzioni presenti e le organizzazioni sindacali volto a risolvere la vertenza". Ma la 'voce grossa' del vicepremier trova i sindacati su sponde diverse.

Oggi intanto Di Maio posta su Fb un video in cui firma la revoca degli incentivi a Whirlpool: "Sono un po' stanco di tutte queste multinazionali che vengono in Italia, firmano accordi con il governo e poi quando vogliono chiudono stabilimenti, se ne vanno". Il ministro dello Sviluppo Economico ha firmato tre lettere - una dal ministero del Lavoro, una dal ministero dello Sviluppo Economico e l'altra da Invitalia - in cui ha messo in evidenza lo stop ai finanziamenti per l'azienda statunitense. Le prossime puntate si annunciano comunque molto impegnative.

"È una settimana che ho detto a Whirlpool che, siccome avevano sottoscritto un accordo con me, dovevano tenere aperto lo stabilimento di Napoli". "La crisi Whirlpool è chiaro segnale di una precisa volontà di tagliare il Mezzogiorno, riproponendo la questione meridionale in termini di disagio, disoccupazione, disperazione", conclude il consiglio comunale.