Di Maio contro Whirlpool al tavolo di crisi

Di Maio contro Whirlpool al tavolo di crisi

"Se non si rispettano accordi pronti a revocare tutti gli aiuti che sono stati dati", avrebbe detto Di Maio al tavolo con i rappresentanti della Whirlpool, ai quali si sarebbe rivolto così, secondo fonti presenti all'incontro: "Non si prende per il culo lo Stato italiano".

Oggi, 4 giugno, si è tenuto al Mise un tavolo di crisi presieduto dal ministro Luigi Di Maio e a cui hanno preso parte i sindacati di categoria e dell'azienda.

I lavoratori hanno organizzato una protesta sotto il Ministero dello Sviluppo economico dopo l'annuncio della cessione dello stabilimento, comunicato dai vertici della multinazionale al sindacato: a rischio ci sono circa 420 posti di lavoro. "Siamo disposti a un ulteriore impegno con l'azienda per trovare una soluzione, ma se non siete in grado di dare risposte e devo rivolgermi ai vertici della multinazionale, ditelo subito e non perdiamo tempo".

E ancora: "Io sono e sarò sempre accanto ai lavoratori, dovete rispettarli. Non con me, non con questo governo".

Secondo quanto riportato da fonti interne, il ministro pentastellato ha accusato l'azienda di aver ricevuto, dal 2014 ad oggi, 27 milioni di euro di fondi pubblici. Il timore del fronte sindacale, assai soddisfatto della linea adottata da Di Maio, è che l'azienda, oltre a cedere lo stabilimento di Napoli, "stia venendo progressivamente meno ai suoi impegni anche altrove, ad esempio a Siena dove ancora non si vedono le azioni necessarie a incrementare i volumi produttivi e a Fabriano dove si stanno delocalizzando numerose funzioni di staff".

"Lo Stato si farà rispettare". La cifra "solo per iniziare è di circa 15 milioni di euro". "Ho fatto fatica a capire la posizione di Whirlpool", commenta la segretaria nazionale Fiom Barbara Tibaldi. Laureata in Giornalismo presso l'università La Sapienza di Roma.