Dazi al Messico: Trump pensa ad emergenza nazionale

Dazi al Messico: Trump pensa ad emergenza nazionale

Il Paese centroamericano schiererà da lunedì la guardia nazionale, con priorità sul confine meridionale, per fronteggiate il flusso di migranti verso gli Stati Uniti. Sanders conferma che "ci sono stati molti progressi" e che "gli incontri sono andati bene" ma si resta "sulla strada per l'introduzione dei dazi lunedi'". Il Messico, in cambio, ha accettato di attuare forti misure per ridurre, o eliminare, il flusso migratorio da sud. Intanto nella stanza dei negoziati si continua a trattare: dopo il nulla di fatto della prima giornata di colloqui, alla presenza del vicepresidente Usa Mike Pence, alla ripresa delle trattative la Casa Bianca ha prima fatto sapere che il Messico "non sta facendo abbastanza", poi ha fatto trapelare che si valuta un rinvio dei dazi per favorire il prosieguo del confronto.

Inoltre, il Dipartimento di Stato ha dichiarato che il Messico sta intervenendo "con decisione per smantellare il traffico di esseri umani e le organizzazioni dei trafficanti, cosi come le loro reti illegali di finanziamento e di trasporto".

Principale misura sarà l'invio di seimila uomini della guardia nazionale messicana al confine col Guatemala. "Penso che sia un giusto equilibrio", ha commentato dal canto suo il ministro degli esteri messicano Marcelo Ebrard.

Corsa contro il tempo per l'auspicata intesa tra Usa e Messico che eviti le conseguenze sul piano commerciale minacciate da Donald Trump.

Mercoledì 5 giugno hanno bloccato la marcia di circa 1.200 migranti appena entrati in Messico dal Guatemala. Le parti continueranno a discutere per altri 90 giorni su ulteriori passi da prendere. La stragrande maggioranza dei 144 mila migranti arrestati o rientrati nel confine meridionale degli Stati Uniti a maggio provenivano dall'Honduras, dal Salvador e dal Guatemala, alcuni dei paesi più poveri del continente.