Corte di Strasburgo condanna l’Italia: "Riveda la legge su ergastolo ostativo"

Corte di Strasburgo condanna l’Italia:

La Corte europea dei diritti umani ha bocciato la legge italiana sull'ergastolo a vita, il cosiddetto 'carcere ostativo', e con una sentenza ha condannato l'Italia a pagare seimila euro di spese legali, chiedendo che la norma sia riformata.

Riguardo a me, ex ergastolano ostativo, adesso mi sento un po' più libero e felice, sapendo che altri potranno sperare un giorno di ritornare a essere uomini liberi, perché è difficile essere liberi e felici da soli, pensando ai tuoi compagni murati vivi senza speranza.

In assenza di ricorsi la sentenza sarà definitiva tra tre mesi. Viola aveva fatto ricorso contro il suo ergastolo ostativo, che quindi esclude qualunque tipo di beneficio o di sconti di pena per il condannato.

Ostativo vuol dire che è negato ogni beneficio penitenziario: permessi premio, semilibertà, liberazione condizionale, a meno che non si collabori con la giustizia per l'arresto di altre persone.

Secondo la Corte, poiché "la dignità umana è alla base del sistema della Convenzione dei diritti umani", è "inammissibile privare le persone della libertà senza impegnarsi per la loro riabilitazione". Nella sentenza la Corte ha anche condannato l'Italia anche al pagamento di 6 mila euro a Viola per i costi legali sostenuti per difendere i suoi diritti. Nella sentenza si osserva che la scelta di collaborare non è sempre "libera", per esempio perché alcuni condannati hanno paura che questo metta in pericolo i loro familiari, e che "non si può presumere che ogni collaborazione con la giustizia implichi un vero pentimento e sia accompagnata dalla decisione di tagliare ogni legame con le associazioni per delinquere".

Accoglie con entusiasmo la sentenza Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, che parla di "decisione di grande rilievo". "La dignità umana è un bene che non si perde mai". Ossia che sono inaccettabili gli automatismi (assenza di collaborazione) che precludono l'accesso ai benefici.

"Il successo alla Corte EDU è il preludio di quel che deve succedere alla Corte Costituzionale italiana che il 22 ottobre discuterà l'ergastolo ostativo a partire dal caso Cannizzaro, nel quale Nessuno tocchi Caino è stato ammesso come parte interveniente - spiega il segretario Sergio d'Elia -". Bacchettando l'Italia che applica la misura dell'ergastolo ostativo per l'omicidio volontario, aggravato con l'associazione mafiosa, in assenza di collaborazione con la giustizia (spesso in regime previsto dall'articolo 41 bis).