Conte: attenzione a sfidare a Ue sulla procedura d'infrazione

Conte: attenzione a sfidare a Ue sulla procedura d'infrazione

E' con questo spirito e con questa atmosfera che stasera si terrà il primo vertice di governo (domani, invece, il Cdm) dopo il cambio di registro del presidente del Consiglio. "Se pensano che io stia al governo per vivacchiare si sbagliano di grosso", ha detto in un'intervista a Libero. Di Maio non si spende sul no alla manovra correttiva.

Sullo sfondo c'è da fare i conti con Bruxelles che ci ha richiamato più volte per via del debito, pronta a usare il pugno duro con tanto di procedura d'infrazione se l'Italia non dimostrerà di correre ai ripari, stavolta con azioni concrete. La richiesta di un leghista doc da parte di Salvini, raccontano, farebbe cadere tutte le ipotesi di candidati esterni, a cominciare da Giulio Tremonti (considerato molto vicino a Umberto Bossi e alla cosiddetta Lega delle origini) e Franco Frattini (due volte ministro degli Esteri nei governi Berlusconi bis e quater e già vicepresidente della Commissione Ue e commissario europeo per la Giustizia, libertà e sicurezza, dal 2004 al 2008). Ma soprattutto l'esecutivo deve ripartire con l'attuazione del contratto di governo.

Almeno per il momento, pace fatta con Salvini e Di Maio che si danno il cinque alla fine del colloquio: un'immagine che sembra sancire - almeno per ora - il ritrovato sodalizio tra i due vicepremier. Allo stato, esclusa la carta Giorgetti (Salvini ha bisogno della sua copertura e presenza nella stanza dei bottoni), sarebbero in calo le quotazioni di Zaia e Fedriga (entrambi non sarebbero interessati a lasciare l'incarico di governatore), mentre resterebbero stabili quelle di Fontana e Picchi. "Mi aspetto il sì alla lotta ai privilegi, perché siamo in ritardo sul taglio degli stipendi dei parlamentari". "Insomma deve assumersi la responsabilità di chiedere nuove elezioni politiche e poi vincerle". "Tra l'altro, essere in sintonia col capo dello Stato è un onore", dice Conte. Posizione che il presidente del Consiglio ritiene una strategia vincente rispetto al muro contro muro. Un errore tanto più evidente quello del presidente del Consiglio se si pensa che egli non ha alle spalle voti e consensi e che spazio per governi tecnici oggi per fortuna in Italia non ce n'è più. E il leader della Lega su questo avrebbe trovato proprio in Di Maio un alleato.