Ci lascia la liricità di Enrico Nascimbeni

Ci lascia la liricità di Enrico Nascimbeni

Su MilanoToday lo ha ricordato Roberto Cenati, presidente dell'Anpi provinciale di Milano, con queste parole: "Ci ha lasciato Enrico Nascimbeni, impegnato con i Sentinelli, ai quali va la nostra affettuosa vicinanza, nella battaglia antifascista contro razzismo, omofobia, intolleranza".

E' morto improvvisamente la scorsa notte a Milano, probabilmente a causa di un malore, Enrico Nascimbeni, giornalista, scrittore, cantante, poeta e autore di canzoni. Originario di Verona, si è battuto per i diritti della comunità Lgbt e di altre minoranze. La moglie Pat Vetti ha ricordato sui social il marito: "Ora vola libero e a tutti manda il suo abbraccio di libertà". Era nato a Verona il 20 novembre 1959 ed era figlio di Giulio Nascimbeni (1923-2008), giornalista culturale del "Corriere della Sera" per quasi 50 anni e conduttore della rubrica "Tuttolibri" sulla Rai dal 1967 al 1975. Si è occupato di cronaca nera e di cronaca giudiziaria per "Il Corriere della Sera", "Il Giorno", "L'Arena", "L'Indipendente", "Studio Aperto", "Verissimo" e "Sette". Ma alla fine, anche per divergenze politiche, è tornato alla musica: ha collaborato a un album di cover di Paola Turci, ha scritto per Patty Pravo, ha collaborato con Tom Waits e Leonard Cohen. Aveva ad esempio seguito l'inchiesta Mani Pulite ed era stato inviato a Sarajevo durante la guerra dei Balcani. "Enrico ora è un aquilone".

Attivista e da sempre in prima linea nei movimenti milanesi, era noto per i suoi interventi anti razzisti e antifascisti: lo scorso agosto aveva denunciato di essere stato vittima di un'aggressione neofascista. Nel frattempo ha scritto anche libri, l'ultimo si intitola Ho scelto di sbagliare.