Cassazione: tentata truffa, condannata Ornella Muti

Cassazione: tentata truffa, condannata Ornella Muti

Per questo motivo, a distanza di nove anni, si è conclusa una lunghissima vicenda processuale che, alla fine, ha visto Ornalla Muti avere la peggio: la corte di Cassazione ha confermato la condanna per l'attrice a sei mesi di reclusione e a 500 euro di multa per tentata truffa e falso. "Il verdetto della Suprema corte - scrive l'Ansa - convalida la decisione della Corte di appello di Trieste del 6 luglio 2017". "Prima ho ricevuto il permesso di soggiorno ed è già da un mese che lavoriamo al passaggio alla tappa successiva, quella di ricevere la cittadinanza".

I fatti contestati alla Muti, al secolo Francesca Romana Rivelli, risalgono al 10 dicembre 2010, quando avrebbe dovuto esibirsi al Verdi - per un cachet di 24 mila euro - con 'L'ebreo' di Gianni Clementi.

Nella sua requisitoria il Pg della Cassazione, Pietro Molino, aveva chiesto ai supremi giudici della Seconda sezione penale della Suprema Corte di dichiarare "inammissibile" il ricorso della difesa di Ornella Muti, come è avvenuto. Aveva presentato un certificato medico per laringo-tracheite acuta con febbre, tosse e raucedine, con la prescrizione di cinque giorni di riposo e il divieto assoluto di far uso della voce. Prevista per Ornella Muti la sospensione condizionale della pena, subordinata al pagamento di una provvisionale di 30mila euro alla 'vittima', il Teatro Verdi di Pordenone. Ma le fotografie del gala la mostrano a tavola con Putin quel giorno.

La battaglia tra Ornella Muti e il Verdi di Pordenone è arrivata a una sentenza definitiva.