Xylella, Efsa: ancora nessuna cura, essenziali le misure di controllo

Xylella, Efsa: ancora nessuna cura, essenziali le misure di controllo

Ridurre le zone cuscinetto, quelle che separano l'area infetta dall'area indenne, aumenta la probabilità di espansione dell'epidemia. "In esperimenti recenti è stata valutata l'efficacia di misure di controllo chimico e biologico e i risultati mostrano che esse possono ridurre temporaneamente la gravità della malattia in alcune situazioni, ma non vi sono prove che possano eliminare la Xylella fastidiosa in condizioni di campo per lungo periodo".

Non esiste alcuna cura in grado di eliminare il batterio Xylella fastidiosa che minaccia non solo piante ornamentali e spontanee, mandorli e ulivi dei Paesi mediterranei ma la maggior parte del territorio Ue. È la triste conclusione a cui è giunta l'Efsa, l'Autorità per la sicurezza alimentare, che oggi ha pubblicato l'aggiornamento della propria valutazione sui rischi del batterio per piante e colture dell'Unione europea.

Il gruppo di esperti scientifici sulla salute dei vegetali si è avvalso di tecniche di modellazione computerizzata per simulare come la Xylella fastidiosa si diffonda su brevi e lunghe distanze in diverse condizioni. Lo studio ha evidenziato "l'importanza di mettere in atto misure di controllo, come quelle specificate dalla Commissione europea, per evitarne ulteriormente la diffusione e anche per eradicare i focolai già in atto".

Dall'autunno 2013, data in cui è stata accertata su un appezzamento di olivo a Gallipoli, "la malattia - sottolinea Coldiretti - si è estesa senza che venisse applicata una strategia efficace per fermare il contagio che, dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando pericolosamente a Monopoli, in provincia di Bari, con effetti disastrosi sull'ambiente, l'economia e sull'occupazione". Il conto dei danni causati dalla Xylella in Italia, secondo la Coldiretti, è salito a 1,2 miliardi di euro.

"Ma ora - continua la Coldiretti - si attende un cambio di passo con l'importante approvazione in Parlamento del Decreto emergenze, profondamente modificato rispetto all'impostazione iniziale, per sostenere gli agricoltori colpiti dell'area infetta che vogliono soltanto avere la libertà di espiantare, reimpiantare e non morire di Xylella e burocrazia, anche grazie all'individuazione di varietà resistenti come il Leccino". Da allora è stato segnalato in Francia (Corsica e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), Spagna (Baleari, Valencia, Madrid), Italia Centrale (Toscana) e Portogallo (Porto).

Nel rapporto vengono analizzate le variazioni nella fase asintomatica, cioè il periodo che intercorre tra l'infezione e la manifestazione dei sintomi, nelle piante che possono fungere da ospiti di Xylella fastidiosa.

Non si placa l'allarme Xylella, dopo i primi casi nel 2015, ma con una cura mai trovata e con nuovi moniti da parte dell'Europa, che ha spiegato i rischi del contagio.

Purtroppo le conoscenze scientifiche sono ferme ai rapporti del 2015, anche perché tra ricorsi amministrativi e altre indagini giudiziarie in Puglia, le misure sono state adottate in ritardo.