Ultimatum di Teheran: due mesi per salvare l'accordo sul nucleare

Ultimatum di Teheran: due mesi per salvare l'accordo sul nucleare

Secondo quanto riferisce l'agenzia ufficiale Irib, domani il presidente Hassan Rouhani dovrebbe annunciare il ritiro da alcuni impegni "minori e generali" previsti dal Jcpoa, in risposta alle mosse degli Stati Uniti e "alle cattive promesse dei Paesi europei sul loro rispetto degli impegni".

L'accordo lo consentiva, allo scopo di ridurre le riserve iraniane al di sotto della soglia massima.

La Germania e gli altri stati dell'UE hanno respinto l'ultimatum iraniano all'accordo nucleare. Con esso l'Iran accettava di limitare il tanto contestato programma nucleare, in cambio della fine delle sanzioni. L'Iran spera di negoziare con le parti firmatarie all'accordo sugli interessi dell'Iran entro 60 giorni. "Israele non consentirà all'Iran di dotarsi di armi nucleari": lo ha affermato oggi il premier israeliano Benyamin Netanyahu commentando l'annuncio giunto dall'Iran che fra due mesi Teheran potrebbe riprendere l'arricchimento dell'uranio. "Il presidente iraniano ha inviato una lettera ai leader degli stati rimasti nel Piano d'azione congiunto globale (l'accordo sul nucleare iraniano, ndr)", ha detto Zarif ad un evento nell'ambasciata iraniana a Mosca. "Noi ribadiamo di voler mantenere l'accordo".

A questo punto, continua l'analista italiana, "Washington spingerebbe le rimanenti parti dell'accordo a violarlo, provocando in questo modo il definitivo fallimento dell'intesa". Il riferimento esplicito è alla decisione degli Usa che con Donald Trump si sono ritirati unilateralmente dall'accordo stipulato a suo tempo da Barack Obama. "Esortiamo l'Iran a continuare a rispettare pienamente i suoi obblighi", e non a prendere provvedimenti che aggraverebbero la situazione, hanno detto i rappresentanti dell'UE al vertice di giovedì.

L'Iran si ritira parzialmente dagli impegni dell'accordo internazionale sul nucleare del 2015.

In una dichiarazione pubblicata sul sito web del Ministero degli esteri iraniano, si legge che: "Queste sanzioni statunitensi, come quelle precedenti, contraddicono i trattati internazionali e i principi di base della Carta delle Nazioni Unite, il diritto internazionale, l'accordo di Algeri e le decisioni dei tribunali internazionali". Mosca ha denunciato i passi "sconsiderati" di Washington.

L'accordo del 2015, che era stato ottenuto alla fine di negoziati lunghi e faticosi, prevedeva una significativa riduzione della capacità dell'Iran di arricchire l'uranio e la rimozione di alcune delle sanzioni imposte all'economia iraniana negli anni precedenti.