Ubi Banca si consolida nel Centro Italia: positiva la prima trimestrale 2019

Ubi Banca si consolida nel Centro Italia: positiva la prima trimestrale 2019

Lo fa sapere la Ubi Banca, appunto, che due anni fa ha rilevato, tra le altre, anche la Carichieti.

Ubi Banca ha chiuso il primo trimestre dell'anno con un utile netto di 82,2 milioni, in calo del 30,1% rispetto allo stesso periodo del 2018 ma al di sopra dei 62 milioni previsti dal consensus degli analisti.

Giornata impegnativa per Ubi Banca (Unione di Banche Italiane) che, oltre a cercare di recuperare la performance negativa di martedì (-3,40%) sulla quale ha pesato il taglio delle stime di crescita italiana da parte della Commessione europea, dovrà convincere gli investitori coi risultati del primo trimestre 2019. I dati della trimestrale rivelano che nella macroarea Toscana-Umbria-Lazio l'istituto, che ha raccolto l'eredità di Banca Etruria, ha complessivamente erogato finanziamenti per 273 milioni di euro, di cui 152 milioni alle imprese fino a 250 milioni di fatturato e 121 milioni ai privati retail. UBI Banca, in funzione dei dati delle erogazioni indicati, offre un sostegno decisivo all'economia del Centro Italia, area in cui detiene anche depositi per oltre 6,2 miliardi di euro e raccolta indiretta per 4,4 miliardi di euro. Il risultato della gestione operativa si è attestato a 315,9 milioni, in crescita rispetto ai 249,7 milioni registrati nel 4° trimestre 2018 ed ai 302,3 del 1° trimestre 2018, grazie al contenimento degli oneri operativi (604,8 milioni) ed al buon andamento dei proventi operativi, che si portano a 920,6 milioni. Importante il supporto offerto in queste aree anche ai vari distretti produttivi, tra cui si segnala il distretto orafo di Arezzo con un trend positivo soprattutto sui prodotti a breve termine E' stato particolarmente apprezzato dai nostri clienti il livello di servizio offerto tramite i professionisti che dialogano quotidianamente con privati e imprese al fine di modulare soluzioni sempre più definite sulla base degli scenari esterni e delle singole richieste dei nostri clienti in relazione alla protezione e sostenibilità degli investimenti, oltre che all'innovazione tecnologica e di servizio.

Si confermano solide le commissioni nette a 400,9 milioni (407,3 nel 1trim2018 che beneficiavano di maggiori commissioni up front su fondi e sicav).

Risulta contenuto e pari a 128,6 milioni il costo del credito (117,9 nel 1trim2018 - che beneficiava di riprese sulle rettifiche collettive). Nel corso del trimestre i crediti deteriorati lordi sono scesi del 2,7% a 9.458 milioni di euro e rappresentano il 10,36% dei crediti deteriorati lordi. In calo lo stock di crediti deteriorati netti a 5,76 miliardi (da 5,98 miliardi di fine 2018) per un'incidenza sui crediti netti che passa al 6,61% dal 6,72%.