Testimone chiave potrebbe sapere la verità su Giulio Regeni

Testimone chiave potrebbe sapere la verità su Giulio Regeni

Almeno per ora, sembra invece che sia avvenuto l'esatto contrario: l'agente segreto avrebbe sfruttato il venditore per raccogliere materiale su Regeni.

"Credevamo che Giulio Regeni fosse una spia inglese, lo abbiamo preso, io sono andato e dopo averlo caricato in macchina abbiamo dovuto picchiarlo. A rivelare l'episodio è una persona che ha assistito alla conversazione tra il funzionario del Cairo e il suo interlocutore", riporta il quotidiano. "Io stesso l'ho colpito più volte al volto", avrebbe riferito l'agente a un collega straniero nel corso di una riunione di poliziotti africani avvenuta nell'estate 2017. È l'atto di cui ha parlato nelle ultime re il premier Giuseppe Conte, rivelando di aver avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente egiziano Al Sisi.

Dopo anni di depistaggi, le indagini sull'omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano 28enne torturato e ucciso al Cairo, in Egitto, in circostanze mai chiarite nel gennaio del 2016, sembrano essere arrivate a una svolta. Per gli inquirenti italiani ci sarebbero quindi indizi sufficienti a ipotizzare il coinvolgimento del generale Sabir Tareq, del colonnello Uhsam Helmy del maggiore Magdi Ibrahim Albdelal Sharif, dell'assistente Mahmoud Najem e del colonnello Ather Kamal. Intanto a Il Cairo è stata inviata una nuova rogatoria. Un supertestimone avrebbe raccontato di aver sentito un'ammissione di colpevolezza da parte di uno degli 007 egiziani indagati dalla Procura di Roma.

Il secondo elemento della rogatoria riguarda gli spunti investigativi presenti nelle tre memorie che il legale della famiglia Regeni ha messo a disposizione del pm Sergio Colaiocco e che rappresentano l'attività di indagine difensiva effettuata.

Durante gli interrogatori, Abdelal aveva anche detto che era stato Mohamed Abdallah, un venditore ambulante che Giulio aveva conosciuto nell'ambito della sua ricerca sui sindacati indipendenti, a portare alla National Security alcuni video che riguardavano il giovane friulano.