"Terremoto, Salvini ha preso voti raccontando bugie": l'affondo del Pd

Ed infatti è proprio così.

Roma, 10 mag - A due settimane dalle elezioni europee, nell'ultimo giorno prima del divieto di pubblicazione, i sondaggi, con percentuali di poco variabili, sono concordi: la Lega è ampiamente il primo partito intorno al 30% ma in forte calo rispetto alle rilevazioni dei mesi scorsi mentre il Movimento 5 Stelle viaggia tra il 22 e il 24%, in ripida discesa rispetto alle ultime Politiche ma in ripresa rispetto al crollo dei mesi scorsi. A picchiare duro è Matteo Salvini: "Mi aspetto che il M5S ritiri la proposta sulla droga libera, non è nel contratto di governo e non voglio lo Stato spacciatore". Invece, quando questa accusa ha riguardato il presidente del Consiglio comunale Marcello De Vito, Di Maio lo ha cacciato dal Movimento in trenta secondi. Questi sono fatti e i fatti sono duri da piegare alla propria visione del mondo e non possono scomparire con la qualche magia dialettica.

Se a livello nazionale l'alleanza tra Lega e M5S sembra essersi quantomeno stabilizzata, a livello locale le criticità tra i due partiti continuano a caratterizzare la cronaca e l'opinione pubblica locale. Una contrapposizione che è culminata con una vittoria simbolica di elevato valore e cioè la defenestrazione del sottosegretario Armando Siri.

"Da domani ci saranno controlli a tappeto per andarli a controllare uno per uno con l'obiettivo di chiuderli uno per uno", ha avvertito il vicepremier e ministro dell'Interno, parlando appunto dei negozi che vendono cannabis light.

Di Maio ha preso coscienza del fatto che l'alleato faceva la voce grossa, ma che non avrebbe mai rotto il patto di governo e a quel punto ha inserito la freccia recuperando (sempre nei sondaggi) il terreno perso e facendo valere i rapporti di forza cristallizzati dal voto del 4 marzo che lo premiano nettamente.

"I canapa shop sono legali grazie alla legge 242/2016".

Stiamo dunque assistendo allo svolgersi della cosiddetta "fase 2" per i Cinque Stelle che hanno ripreso forza e vigore dopo un periodo di crisi dovuto alla troppa libertà d'azione lasciata all'alleato padano che ora appare disorientato e spaesato, come un pugile sotto i colpi implacabili dell'avversario.