Scontri Coppa Italia, ultrà della Lazio condannato a due mesi per resistenza

Scontri Coppa Italia, ultrà della Lazio condannato a due mesi per resistenza

Scontri e tensioni fuori dall'Olimpico prima della finale di Coppa ItaliaAtalanta-Lazio. Neve tardiva continua a cadere in Appennino settentrionale fino a quote collinari, neve in arrivo anche in Sardegna nelle prossime ore e fin sotto i 1000 metri di quota. Ci sono gli estremi per farla ripetere. L'Atalanta, sconfitta per 2-0, ha guadagnato dalla Coppa Italia circa 3,4 milioni di euro, mentre la Lazio riceve un premio di circa 5,2 milioni di euro. A Roma il tempo è in peggioramento in queste ore con le piogge più intense previste nel pomeriggio. Fare questo all'Atalanta è vergognoso, toglie credibilità al VAR. Quella è una palla che va dentro, il braccio la devia sul palo: non vederla e non usare la tecnologia è gravissimo. C'era il rigore e in base al regolamento pure il cartellino giallo e di conseguenza l'espulsione del difensore laziale, già ammonito. È un episodio da Var. È inaccettabile.

"Per noi il futuro è la Coppa Italia, poi la Juventus, e poi l'ultima di campionato - conclude Gasperini -". Lo sarebbe solo se la tv si fosse guastata. Niente calcio di rigore. Lei in commissione ha giustamente chiesto attenzione verso gli arbitri professionisti, che a differenza degli atleti che beneficiano di contributi previdenziali, al termine della loro carriera, a 45 anni, si trovano a doversi reinventare un lavoro e non hanno alcuna pensione. Siccome i due allenatori, in panchina, avevano dei monitor con le stesse immagini che arrivavano a Calvarese, è anche lecito pensare che una "falla" nel riversare al VAR le immagini ci sia stata.

Caro Presidente, mi permetta, ma forse a qualche arbitro magari bisognerebbe prevedere uno scivolo per un prepensionamento.