Prosegue l'altalena dello Spread (apertura aa 287 punti)

Prosegue l'altalena dello Spread (apertura aa 287 punti)

Lo spread è definito in punti base. Milano ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 22.780,63 punti (-0,18%) e Ftse Mib a 20.863,14 punti (-0,14%). Scendono Ubi Banca (-2,37%), Mediobanca (-2,05%), Banco Bpm (-1,2%), Unicredit (-1,12%), Poste (-1,22%) e Mps (-1,6%).

Il greggio sale dello 0,3% a 61,97 dollari al barile (il wti contratto con consegna a giugno). Debole Snam (-0,86%) dopo la trimestrale, bene Astaldi (+4,4%) e Mediaset (+2,39%), giù Maire Technimont (-3,87%), fiacca Salini Impregilo (-0,23%). Tra i pochi titoli in positivo si registrano Ferragamo, (+8,56%), Juventus (+1,09%), Italgas (+1,38%).

Anche l'economista Carlo Cottarelli si è espresso sull'argomento: "Mi mancavano sparate tipo 'sfondiamo il tetto del 3%'". Sicuramente, le ostilità fra Washington e Pechino e la guerra dei dazi hanno una certa dose di responsabilità nella precarietà generale dei mercati, ma il recente aumento va anche ricollegato alle tensioni interne al governo italiano. "Dopo una prima fase, nella quale il governo ha posto le basi per ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, rispondendo con urgenza alle istanze delle fasce più deboli della popolazione, si apre adesso una fase due". "Bisogna avere coraggio e io non mi rassegno". Ieri il ministro dell'Interno aveva parlato di sforare il 3%. Le affermazioni di Salvini hanno anche preoccupato l'alleato di governo, che ha subito chiamato alla responsabilità e ha invitato il leader del Carroccio a concentrarsi sui tagli agli sprechi e sull'evasione fiscale. Davanti ai vincoli imposti dall'Europa, "prima viene il diritto al lavoro, alla vita e alla salute degli italiani". Sulla curva dei rendimenti, a risentire maggiormente dell'incertezza sono soprattutto gli strumenti a breve, che assorbono in maniera più rapida tali movimenti.