Perse le elezioni a Istanbul? Nessun problema: si annullano e si rifanno

Perse le elezioni a Istanbul? Nessun problema: si annullano e si rifanno

(Teleborsa) - Crollo della lira turca con indice ai minimi da inizio dell'anno dopo la decisione dell'alto comitato elettorale turco di rifare le elezioni a Istanbul, vinte dal candidato dell'opposizione Ekrem Imamoglu.

Il deputato e giornalista di Istanbul dell'Hdp Ahmet Şık ha paragonato la decisione di annullare le elezioni a un un vero e proprio golpe scrivendo su Twitter "6 maggio 2019... ancora una volta c'è un colpo di stato in Turchia".

Negli ultimi anni, ho sperato che il popolo turco trovasse la forza e il coraggio di cambiare democraticamente la governance del Paese, credendo fermamente nei valori democratici dell'alternanza e della forza delle idee, che hanno bisogno anche di nuovi interpreti. Infatti, pur affermandosi come primo partito del paese con circa il 45% dei consensi, il Partito Giustizia e Sviluppo (Akp) aveva perso il controllo delle grandi città del paese, in particolare Ankara e Istanbul dove governava ininterrottamente da più di vent'anni. E il fatto che le opposizioni fossero riuscite, anche se di stretta misura, a conquistare il governo della capitale economica della Turchia dopo un quarto di secolo di dominio del partito filoislamico, non era andato giù al Sultano che da Istanbul aveva mosso i primi passi della sua carriera politica.

Nel frattempo però, forte di un largo consenso popolare che potrebbe riservare sorprese alle prossime elezioni, Ekrem Imamoglu si è formalmente insediato come sindaco di Istanbul. "Che possa portare buona fortuna", - ha twittato il politico.

Il partito presidenziale islamico-conservatore, l'Akp, reclamava lo svolgimento di nuove elezioni denunciando "irregolarità" che avrebbero secondo lui caratterizzato il voto del 31 marzo. Lo ha deciso la Commissione Elettorale. "Tutto andrà bene", è la slogan con cui prova a contrastare lo sguardo cupo di Erdogan. 43 sono finiti sotto inchiesta.