Neofascisti al Salone del Libro, arrivano le dimissioni di Christian Raimo

Neofascisti al Salone del Libro, arrivano le dimissioni di Christian Raimo

E Ginzburg ha sottolineato, di "condividere pienamente" le motivazioni di Wu Ming: "Annullo la mia partecipazione, per una scelta politica, che non ha nulla a che fare con la sfera della legalità".

La polemica scuote il Salone del Libro alla sua vigilia. Il motivo, fa sapere l'Anpi, "è legato all'intollerabile presenza al Salone della casa editrice Altaforte che pubblica volumi elogiativi del fascismo oltreché la rivista Primato nazionale, vicina a CasaPound e denigratrice della Resistenza e dell'Anpi stessa".

"Le dimissioni di Raimo mi addolorano" scrive il direttore Lagioia: "il contributo che ha dato al Salone in questi anni è stato enorme, ed è comprovato da un successo riconosciuto da tutti". I neofascisti si stanno organizzando.

In controtendenza Michela Murgia, autrice di Istruzioni per diventare fascisti, che ha spiegato di andare "non 'nonostante' la presenza di case editrici di matrice dichiaratamente neofascista, ma proprio 'a motivo' della loro presenza". "Al Salone ci saremo - dicono i consiglieri M5s di Torino - perché il campo, specie quello culturale, non va abbandonato". Mi dispiace per editori e autori che si sono sentiti offesi dalle sue dichiarazioni scritte a titolo personale in un post di Facebook. Bastano i cliché, che in questo caso aderiscono perfettamente alla realtà dei fatti: da Christian Raimo - che pure sta facendo cose egregie da assessore alla cultura del terzo municipio di Roma - che rinuncia al ruolo di consulente, ma non si perde il Salone, a Wu Ming e Carlo Ginzburg che lo seguono, da Michela Murgia che si dissocia dalla protesta sino al Manifesto che dedica al caso Salone la foto centrale e l'editoriale, ma non spreca nemmeno una goccia d'inchiostro in prima pagina per Casal Bruciato. Lucia Borgonzoni, sottosegretaria al Ministero per i beni e le attività culturali, ha risposto: "La lista di proscrizione di Raimo, perché di questo si tratta, è una ferita alla democrazia, alla libertà, al pluralismo". "Certi radical chic amano predicare tanto contro le censure da regime salvo poi scagliarsi a gamba tesa proprio contro chi si permette di non pensarla come loro". Al Comitato d'Indirizzo, presieduto da Maurizia Rebola, direttore della Fondazione Circolo dei lettori, prendono parte Nicola Lagioia, direttore editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino, Silvio Viale, presidente dell'Associazione Torino, la Città del Libro, i rappresentanti della Regione Piemonte e della Città di Torino, e uno per ciascuna associazione di categoria: ADEI, Associazione degli Editori Indipendenti; AIB, Associazione Italiana Biblioteche; AIE, Associazione Italiana Editori; ALI, Associazione Librai Italiani; SIL, Sindacato Italiano Librai.

In un post su Facebook - poi cancellato - l'ormai ex membro del comitato editoriale Christian Raimo aveva espresso la sua disapprovazione per la presenza di Altaforte al Salone del Libro aggiungendo che l'"antifascismo può essere solo militante". Gli altri si guardino allo specchio. Il Salone si basa invece sulla condivisione.